Da oggi e fino a domenica 20 gennaio Parigi diventa capitale del menswear. All’ombra della Torre Eiffel avranno luogo circa 55 défilé tra cui spiccano le prime passerelle esclusivamente maschili di Givenchy sotto la direzione creativa di Clare Waight Keller, e quelle di Celine firmata Hedi Slimane, cui si aggiungo altri 5 marchi di Lvhm: Dior, Louis Vuitton, Kenzo, Loewe, per la prima volta in passerella seguendo le direttive di JW Anderson (in calendario anche con il suo marchio omonimo), e la sfilata d’esordio di Kris Van Assche al timone creativo di Berluti.
Per contro, assenti i marchi Kering, principale competitor del gruppo di Bernard Arnault, che, seguendo la strategia legata al co-ed, presenteranno le collezioni A/I 2019-20 durante le fashion week femminili. Insomma, le diverse scelte attuate dai singoli brand sulle unificazioni uomo-donna, quest’anno hanno portato a una fashion week parigina parecchio spostata su Lvmh.
Tra gli altri storici marchi spiccano Hermès, Balmain, Jil Sander, Dries Van Noten, Paul Smith, Rick Owens, Issey Miyake, Comme des Garçons, Yohji Yamamoto, Acne Studios, e Thom Browne. Occhi puntati anche su Raf Simons che svelerà le proposte del proprio marchio dopo il recente addio a Calvin Klein.
Off-White, Jacquemus, Undercover e Vetements rappresenteranno le proposte lusso più vicine al segmento contemporary. A Valentino il compito di rappresentare il made in Italy.



