Sarà il potenziale di Versace a spingere la crescita della holding Michael Kors. Il titolo del gruppo, che con il closing dell’operazione (con cui ha rilevato il 100% della maison della Medusa) cambierà nome in Capri Holdings, ha infatti beneficiato di un doppio upgrade negli scorsi giorni, conquistando la fiducia degli analisti di Ubs Group AG e Piper Jaffray. “Michael Kors – spiega Bloomberg – ha perso circa 1,8 miliardi di dollari (1,5 miliardi di euro) in capitalizzazione di mercato dall’annuncio del deal e il titolo segna un -13% da allora, contro il -8% dell’indice S&P 500 Consumer Discretionary nello stesso lasso di tempo”.
“I marchi Michael Kors, Jimmy Choo e Versace sono molto più forti di quanto reputi il mercato”, ha scritto Jay Sole, analista di Ubs, in una nota pubblicata venerdì. Il giudizio sul titolo è stato alzato da “neutral” a “buy” con un target price di 80 dollari (contro i 58, 2 dollari attuali). Le azioni di Kors sono oggi scambiate a 11,4 volte gli utili stimati, contro le 19,2 volte di Ralph Lauren Corp e le 14,7 di Tapestry.
A generare ottimismo è anche l’attuale rapporto ricavi-follower della maison italiana: Erinn E. Murphy, analista di Piper Jaffray, ha infatti sottolineato come, benché solo il 18% del turnover di Versace faccia oggi capo agli Stati Uniti, i suoi 14,7 milioni di follower suggeriscono che il margine di crescita negli USA è ancora ampio. Infatti, la griffe guidata da Donatella Versace ha oggi una ‘revenue base’ di 58 dollari per follower, contro i 357 dollari per follower (quasi sei volte tanto) di Michael Kors. Murphy ha quindi promosso le azioni della holding da “hold” a “buy”, con un target price di 71 dollari, convinta che la società sia attualmente sottovalutata.
Michael Kors pubblicherà i dati relativi al secondo quarter d’esercizio il prossimo 7 novembre.



