Prima caduta da aprile 2017 per l’export di orologi svizzeri che, lo scorso settembre, ha registrato una contrazione, su base annua, del 6,9% a 1,7 miliardi di franchi (circa 1,5 miliardi di euro). Ad agosto la progressione era del 5,5%, contro il +6,6% di luglio.”Questa variazione – spiega la Fédération de l’industrie horlogère suisse – è da ricondurre principalmente al fatto che quest’anno il mese presentava un giorno lavorativo in meno. In ogni caso, è troppo preso per parlare di inversione di tendenza. Nei nove mesi la crescita rimane forte (+7,5%), in linea con le attese”. Nei primi otto mesi dell’anno, per un confronto, l’export evidenziava un +9,5% (contro il +10,0% del periodo gennaio-luglio), a 15,49 miliardi di franchi.
A livello dei principali mercati di approdo, a evidenziare una flessione sono Hong Kong (-3.5%), che non dava cenni di debolezza da circa un anno e mezzo, con una quota di mercato scesa al 12,5%, Singapore (-49.4%) e gli Stati Uniti (-3 per cento). La Cina, a +17,3%, ha confermato la progressione evidenziata ad agosto. La quota di mercato dell’Ex Celeste impero è pari al 7,8 per cento.
Nei nove mesi Hong Kong segna invece un +24%, mentre la Cina e il Giappone crescono, rispettivamente, del 12,6% e 12,5 per cento. A+6,5%, infine, gli Stati Uniti.



