Le aziende italiane vendono ancora poco online, ma, quando lo fanno, sono in grado di catalizzare l’attenzione dei compratori esteri. A dirlo è il primo rapporto Ice-Politecnico di Milano sul commercio digitale che, se da un lato descrive un ritardo strutturale, evidenzia anche come l’Italia sia il Paese in cui la quota di export sul totale di vendite online pesa di più. La percentuale che emerge è del 19% contro, per esempio, il 10% della Germania e il 6% della Francia. Tra i prossimi step di espansione, fa notare lo studio, c’è in prima battuta l’espansione sui mercati con le più alte potenzialità come Medio Oriente e Sud Est Asiatico, oltre alle destinazioni canoniche di Cina e Stati Uniti. Attualmente, infatti, i principali mercati di sbocco nel digitale sono quelli occidentali, a partire dall’Europa, mentre resta marginale l’attività verso mete emergenti.
L’Italia, nel mercato mondiale dell’e-commerce B2C, che nel 2017 ha coinvolto 1,5 miliardi di consumatori per un valore di oltre 2mila miliardi di euro, ha però ancora una piccola fetta: 23,6 miliardi, in crescita del 17% rispetto al 2016. Anche il numero di acquirenti online è aumentato: 22 milioni di italiani hanno infatti effettuato almeno un acquisto via internet nell’ultimo anno, il 10% in più.



