Primadonna Collection continua a puntare sugli opening ‘importanti’. Il marchio pugliese di calzature, che attualmente conta su circa 400 store in 18 Paesi, prosegue il proprio piano di aperture, che di recente ha riguardato le principali via dello shopping a Riccione e a Como e che si prepara a tagliare il nastro di un nuovo punto vendita in via Torino a Milano. “La spinta retail continua a essere forte, anche a seguito dell’acquisizione dei migliori store dell’insegna Viamaestra”, spiega a Pambianconews a margine di Micam, Valerio Tatarella, fondatore e CEO del brand.
Oltre al piano di aperture, l’azienda, che in portafogli ha anche Valerio 1966, continua a focalizzarsi su una diversificazione del core business legato alle calzature (che ad oggi pesano comunque l’80% sul turnover complessivo), andando a sconfinare con proposte di abbigliamento, borse e accessori, contestualmente alle richiesto del mercato e dei clienti, nell’ottica di fornire loro un total look. Abbandonata, invece, la strategia di abbassamento dei prezzi che aveva connotato la scorsa stagione: “Abbiamo fatto un tentativo, ma abbiamo capito che i clienti, più che a un primo prezzo conveniente, badano a qualità e comodità ed è proprio su questo che ci stiamo concentrando”, prosegue Tatarella.
Oltre che sulle strategie del brand, l’imprenditore ha tenuto anche a dare il proprio punto di vista su alcune tematiche di attualità. La prima riguarda la disoccupazione giovanile, che definisce “una bugia”. Tatarella si dichiara “rammaricato di aver lasciato Cinti ai portoghesi di Parfois. Eravamo in corsa fin dall’inizio, ma abbiamo dovuto lasciar perdere perché mancavano le persone giuste: evidentemente nessuno ha voglia di lavorare”. La seconda è sulle chiusure domenicali, di recente proposte dal Governo e che Tatarella definisce “una vera e propria assurdità”. E commenta: “Si tratta di una decisione che, se avrà un seguito, porterà inevitabilmente a un peggioramento delle vendite che già in questo momento risentono di un meteo atipico e della congiuntura economica. Inoltre, questo provvedimento causerebbe anche la perdita di una quota molto importante di lavoratori, a livello occupazionale sarebbe una tragedia”.



