Novant’anni di stile italiano al debutto in passerella. Luisa Spagnoli inaugurerà la prossima edizione di Milano Moda Donna (18 – 24 settembre) con la prima sfilata nella storia della maison. L’evento, organizzato in collaborazione con la Camera Nazionale della Moda Italiana, sarà allestito all’interno di Palazzo Reale e coinciderà con l’uscita del volume ‘Luisa Spagnoli: 90 years of style’, curata da Sofia Gnoli, edita da Rizzoli. “La monografia – spiega a Pambianco Magazine Nicoletta Spagnoli, bisnipote della fondatrice nonché presidente e CEO del marchio – ripercorre le tappe fondamentali della nostra storia. Ci sembrava giusto raccontare in questo modo un lungo percorso fatto di artigianalità, italianità, imprenditoria, passione e moda”.
Oltre alle clienti già fidelizzate quali strategie sta attuando il brand per essere appealing nei confronti delle nuove generazioni? Uno dei grandi progetti cui mi sono dedicata è stato acquisire una nuova fascia di clientela: giovane, sofisticata e attenta alle nuove tendenze della moda. A questo fine, ho intrapreso una strategia di rinnovamento stilistico del prodotto, con la creazione di una collezione con un’immagine più fresca e al tempo stesso raffinata e femminile. Inoltre, abbiamo intensificato l’utilizzo di strumenti di comunicazione più vicini ai giovani, come il web e i social, Instagram e Facebook, e abbiamo attivato collaborazioni con alcune fashion influencer. Il target che raggiungiamo abbraccia una forbice piuttosto ampia: dalla donna che segue la moda senza rinunciare allo stile, alla figlia giovane o giovanissima che entra in boutique per consigliarla, ma sceglie anche per sé. Anche Kate Middleton è cliente della nostra boutique di Londra e ha indossato in alcune occasioni pubbliche un nostro tailleur.
Il fatturato consolidato 2017 di Luisa Spagnoli è stato di 133,1 milioni di euro. Quali sono le previsioni per il 2018?
Il 2017 si è chiuso in crescita di circa 4% rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda il mercato italiano, le vendite del primo trimestre 2018 sono state inferiori rispetto alle attese. Segnali di ripresa li abbiamo visti nel secondo trimestre e nel periodo dei saldi, e, incrociando le dita, stiamo già avendo buoni segnali sulle vendite dei nuovi arrivi per il prossimo autunno inverno.
Quale percentuale copre il mercato italiano e in quali Paesi il brand è recepito meglio?
L’Italia resta il nostro mercato principale e copre quasi il 90% del giro d’affari complessivo. Il resto appartiene alla quota export su cui stiamo investendo con una strategia volta a favorire i monobrand. Per quanto riguarda l’estero, la Russia è il secondo Paese per importanza di distribuzione e fatturato dopo l’Italia, con 21 Boutique monomarca e oltre 40 multimarca. L’Europa, e in particolare Uk e Germania, sono i Paesi in cui ci stiamo concentrando negli ultimi anni, e dai quali stiamo avendo riscontri positivi, con una clientela eterogenea di locali e turisti internazionali.
Quali sono i progetti del brand per i prossimi 12 mesi?
Siamo concentrati principalmente sul restyling dei nostri flagship e delle nostre boutique in generale. Recentemente abbiamo ideato un nuovo store concept, che verrà declinato sui principali negozi della catena. Il progetto di restyling ha già coinvolto alcuni negozi tra i quali quello di Como e di Firenze. A settembre verrà concluso il restyling del nostro flagship store di Milano Corso Vittorio Emanuele II che diventerà tre volte il negozio attuale con una superficie di oltre 240mq, e di Genova. Abbiamo un programma ambizioso e nei prossimi mesi vorremmo concludere altri 30 negozi.
C’è l’intenzione di approdare in nuovi mercati?
Oggi siamo presenti a livello internazionale in oltre 40 Paesi con oltre 50 monomarca, e una settantina di multibrand. Negli ultimi anni si va rafforzando sempre più l’orientamento che mira a dare maggiore impulso alla gestione diretta anche al di fuori dei confini nazionali. Una precisa strategia, questa, che permette al brand di migliorare le performance di crescita sia in termini dimensionali sia di qualità della distribuzione. In questa direzione, abbiamo intenzione di aprire il secondo negozio a Londra, città dove siamo già presenti, in Piccadilly, da un paio d’anni e che ci sta dando ottimi risultati, e stiamo valutando un’apertura a Francoforte e Dusseldof nel corso del 2019. Per quanto riguarda invece le aperture con distributori locali, abbiamo in programma entro l’anno un monomarca a Melborne, in Australia, e, nel prossimo anno, due boutique a Sydney.
Come sta andando il canale e-commerce di Luisa Spagnoli?
Il nostro e-commerce è in crescita continua e costante, con un trend positivo da inizio anno di circa +45% rispetto all’anno precedente. Sull’e-commerce, l’Italia rimane sempre il primo mercato per importanza (70%) seguito da Stati Uniti e Inghilterra. Da poco abbiamo aperto la vendita e-commerce anche al mercato russo. Il nostro sito oggi conta circa tre milioni di visite l’anno, e oltre a mostrare i prodotti ‘must have’, propone contenuti esclusivi sulla storia e sulla filosofia aziendale della Luisa Spagnoli. La parte e-commerce rappresenta il nostro flagship virtuale.
Come gestite l’equilibrio tra off e online?
Abbiamo potenziato il servizio omnichannel, ora disponibile in oltre 150 boutique monomarca a gestione diretta, sia in Italia sia all’estero. Questo servizio permette alle clienti di scegliere e ordinare i capi online e ritirarli presso la boutique Luisa Spagnoli più vicina, avvicinando sempre di più l’esperienza online a quella offline. Il nuovo processo di acquisto offre notevoli plus: la possibilità di effettuare un cambio taglia direttamente in negozio, la sostituzione e il reso del prodotto nel pickup store prescelto, il servizio di sartoria in loco per la merce acquistata online.
Come vengono recepiti i prodotti extra-apparel del marchio?
Da alcuni anni a questa parte ci siamo dedicati all’ampliamento dei prodotti offerti, introducendo il cosiddetto total look. Con questa scelta, impreziosita dal lancio della linea occhiali e del profumo ‘Luisa’, abbiamo deciso di offrire alla clientela una vasta gamma di accessori (borse, bijoux, foulard) a completamento dell’abbigliamento.
Ci sarebbe la possibilità di una capsule realizzata in collaborazione con una celebrity o fashion designer?
Perché no. è un’idea che può essere presa in considerazione, un progetto che può rivelarsi interessante se fatto con la collaborazione del personaggio giusto e in linea con il nostro marchio.



