Louis Vuitton veste le copertine dei fashion magazine di settembre. Il marchio francese appare sulla prima pagina dell’edizione americana di Vanity Fair ed Elle, e su quella inglese di Marie Claire. A indossare le creazioni della maison non sono tre attrici qualsiasi, ma Michelle Williams, Emma Store e Ruth Negga, tutte ambassador del marchio.
Nel caso della cover di Vanity Fair il New York Times ha sottolineato che dietro l’obbiettivo c’è Collier Schorr, fotografa scelta anche da Vuitton per la propria campagna adv. ‘Diventa difficile – si interroga il Nyt – non chiedersi se, sommando la celebrity ai vestiti e alla fotografa, la cover non sia in effetti una pubblicità Louis Vuitton”. Sebbene si legga che Schorr sia stata scelta dal magazine di proprietà di Condé Nast prima che le immagini della campagna Louis Vuitton fossero diffuse, il New York Times riflette sul confine sempre più sottile su cui convivono contenuti editoriali e commerciali. Una rappresentante del brand ha dichiarato alla testata americana che la ‘cover brandizzata’ è stata una “felice coincidenza”.
L’operazione pigliatutto del brand francese ha generato più di un interrogativo in merito alla caduta anche delle ultime barriere (quanto meno, quelle formali) tra editoria e pubblicità, segnale di un equilibrio di forze ormai nettamente a favore delle aziende. Nei giorni scorsi, per esempio, Fashionista è arrivato a lanciare la provocazione di caratterizzare le copertine col tag #spon.



