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Codice rosso

Di Redazione
22 Feb 2017
Codice rosso

Allarme stilistico. Le collezioni pre-fall 2017 scompigliano le carte in tavola sovvertendo alcuni cliché tradizionali. Il ‘red passion’ svincola dalle consuete dinamiche seduttive, la pelle scopre un inedito romanticismo e la cappa viene eletta capo must-have.

Reinterpretazione. La parola chiave per delineare le principali tendenze delle collezioni pre-fall 2017 ruota intorno alla rivisitazione di concetti tradizionali presentati mediante un nuovo significato stilistico. La forza commerciale delle proposte che anticipano di tre mesi i look di sfilata (e restano quindi negli store quasi un anno) vede il rilancio di codici consolidati attraverso nuove formule.
Il rosso, ad esempio, perde la sua aurea di femminilità assoluta. Più che ispirarsi allo svolazzante abito scarlatto indossato da Kelly LeBrock nel cult-movie anni 80 ‘The woman in red’ il colore viene utilizzato per indumenti intrisi di contemporaneità. La femme fatale Jessica Rabbit lascia il posto alla working woman in tailleur pantalone, come proposto da Riccardo Tisci nella sua ultima collezione prêt-à-porter per Givenchy. Che sia lacca, porpora o scarlatta la tinta segue, è il caso di dirlo, un fil rouge che dai volumi impalpabili di Lanvin arriva al fur coat Miu Miu fino al cappotto in vernice firmato Msgm.

Bottega Veneta, Giorgio Armani e Givenchy by Riccardo Tisci

Allo stesso modo la pelle non viene utilizzata solo come emblema di mood rock-punk ma acquista un inedito romanticismo. A chiodi e pantaloni total black si affiancano mise girly come i minidress bordati di pizzo di Francesco Scognamiglio o gli abiti iper decorati di Alessandro Michele per Gucci. I rimandi fetish svaniscono grazie a fiocchi, nastri e balze protagonisti di un crash stilistico irresistibile. Più che affini alle tute aderenti indossate da Halle Berry in ‘Catwoman’ le proposte in pelle sembrano pronte per essere indossate, senza malizia, dalle nuove Insta-star Selena Gomez e Ariana Grande. Anche il denim, tessuto dall’heritage workwear, perde i connotati che lo hanno reso celebre e viene assorbito dalla destrutturazione collettiva.

Francesco Scognamiglio, Ermanno Scervino e Gucci

I boyfriend jeans tanto in voga nelle ultime stagioni lasciano spazio a pantaloni cutting edge e, soprattutto, a una miriade di gonne. Il peso della tela non sembra influire sulla vaporosità degli indumenti. Kate Spade New York abbina diverse tonalità di blu giocando con un color blocking dal sapore retrò. Jeremy Scott per Moschino stampa scene rinascimentali su abiti dalle impunture a contrasto chiusi con i tradizionali bottoni metallici; l’espediente creativo sarebbe stato molto apprezzato dall’’angelico’ Elio Fiorucci.

Moschino, Kate Spade New York e Victoria Victoria Beckham

Restano invece ancorati ai canoni sartoriali gli abiti da sera. Tessuti scivolati e tagli geometrici accentuano una verticalità interrotta solo da spacchi strategici. Seta, raso e chiffon sono i protagonisti principali di creazioni pensate per occasioni speciali: eventi, gala, cerimonie di premiazione. Brand rinomati per l’alto tasso di sex appeal trovano terreno fertile accentuando le curve femminili con sapienza e, talvolta, spregiudicatezza. Dall’omaggio alla Roma Imperiale di Fausto Puglisi alle sirene metropolitane di Roberto Cavalli: il fattore glamour non rischia l’estinzione.
Sono passati più di vent’anni ma ‘Lemon tree’, tormentone estivo della band tedesca Fool’s Garden, descrive perfettamente la febbre gialla che dilaga in molti atelier. Il colore primario, già protagonista delle passerelle maschili per l’autunno/inverno 2017-18, illumina sia abiti formali che casual. Abbinato a calzature in tinte neutre o ad accessori in contrasto come il blu elettrico proposto da Emilio Pucci. La lucentezza delle sfumature pastello si attenua gradualmente arrivando ai toni del senape o, come sulla passerella di Valentino, arriva a risplendere puntando su pigmenti acidi. La cappa merita il titolo di capo must have coniugando perfettamente charme e praticità. Perfetto per i primi freddi autunnali l’indumento si arricchisce di applicazioni e decori retrò. Le lunghezze variano in base all’occasione d’uso; oltre il ginocchio quando funge da capospalla contro le intemperie (Fendi, Sonia Rykiel), più corto nel ruolo di complemento come suggerito da Versace e Blugirl.
Maria Grazia Chiuri, direttore artistico di Christian Dior, lo personalizza con una micro stampa pied-de-poule che, abbinata a stivali e cappello con visiera, strizzano l’occhio a una divisa da cavallerizza urbana pronta a cavalcare seguendo solo il proprio ritmo.

di Marco Caruccio

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