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Le griffe preferiscono gli allegati dei grandi giornali

Di Marco Caruccio
18 Feb 2016
Le griffe preferiscono gli allegati dei grandi giornali

Miuccia Prada fotografata da Mario Sorrenti sulla cover di T

Gli allegati lifestyle dei quotidiani battono i magazine della moda. Le riviste patinate delle grandi testate internazionali, infatti, sembrano rappresentare una delle poche voci fuori dal coro della crisi editoriale. Business Of Fashion segnala come alcuni allegati prendano le distanze dal calo pubblicitario che caratterizza il mercato e, anzi, prosperino in termini di advertising e pubblicazioni. How to spend it, allegato dal 1995 al The Financial Times, è passato da quadrimestrale a essere stampato 32 volte l’anno, aggiungendo all’edizione inglese quella americana e pubblicando anche in Asia e Italia. Wsj del Wall Street Journal è stato lanciato nel 2008 in America contando circa 50 inserzionisti, e oggi la testata è un mensile da 250 inserzionisti compresi Gucci, Louis Vuitton ed Hermès. Lo scorso anno ha ottenuto un +18% nella raccolta pubblicitaria. Il New York Times ha lanciato T come espansione delle pagine dedicate a moda e cultura all’interno del quotidiano.

Sembra che i supplementi godano di un’audience maggiore e anagraficamente superiore rispetto a mensili del settore moda come Elle o Vogue, vantando inoltre una ricchezza culturale maggiore, caratteristiche molto apprezzate dai luxury brand. Inoltre, i magazine possono fare affidamento sulla reputazione dei quotidiani e, soprattutto, non devono convincere il potenziale lettore ad essere acquistati perché legati o, spesso, in regalo con il quotidiano.

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