
Jeckerson porta a termine la ristrutturazione del proprio debito. Il marchio bolognese di sporstwear noto per i suoi pantaloni, è stato assistito dallo studio legale Latham & Watkins “nell’operazione di risanamento della propria esposizione debitoria (ex art. 67 della Legge Fallimentare) pari a circa 55 milioni di euro”, si legge nella nota dello studio, “connotata, inter alia, dalla rimodulazione dei termini e delle condizioni dell’indebitamento finanziario bancario esistente e da interventi di natura societaria e commerciale posti in essere dallo Sponsor Stirling Square Capital Partners a supporto della società interessata dal risanamento”.
Il brand, controllato al 71% appunto da Stirling Square Capital e al 29% da Sirius Equity, già un anno fa, secondo quanto riportato da Mff, era in trattativa con gli istituti di credito finanziatori (si parlava di GE Capital e Unicredit) per rinegoziare le scadenze e le condizioni del debito bancario.
Gli ultimi dati disponibili, secondo l’articolo, quelli del 2012, registravano un fatturato pari a 42 milioni di euro, in calo del 17% rispetto al 2011, con un ebitda di 9,4 milioni (erano 15,6 nel 2011). La società era in rosso per 30 milioni rispetto alla perdita di 6,7 milioni nel 2011 e l’indebitamento era pari a 62 milioni di euro.
I problemi erano però già iniziati nel 2011, quando nel bilancio dell’esercizio era comunicato che “la società, successivamente alla chiusura dell’esercizio 2011, ma anteriormente alla data di approvazione da parte del consiglio di amministrazione del presente bilancio, ha ottenuto dal pool di banche finanziatrici un waiver (sospensione delle richieste, ndr) in dipendenza del quale l’effettivo piano di rimborso del debito” era stato rimodulato e dilazionato con scadenze fino a dopo il 2016. Ma, evidentemente, il piano e gli sforzi del management per far fronte alla crisi dei consumi, già a inizio 2013 non erano stati sufficienti.
Per guidare il tentativo di rilancio del brand lo scorso luglio c’è stato anche un cambio al vertice. Dopo trenta mesi nell’azienda, l’AD Francesco Tombolini, alla scadenza naturale del contratto, aveva lasciato il timone a Gian Maria Argentini, ex DG di Allegri. Una nomina coincisa con il nuovo piano industriale triennale dell’azienda.


