
Dominano con successo la scena della moda e del design. Sono i creativi ultrasessantenni che rivelano una vitalità da far invidia ai ventenni. Edonisti e sofisticati, ostentano con orgoglio le loro canizie. Come molti coetanei meno illustri, corteggiatissimi dal marketing e dai grandi brand del lusso.
Non capita di frequente che uno stilista diventi testimonial di se stesso e della sua moda. Soprattutto se ha superato la boa dei settant’anni. Capita invece spesso a Giorgio Armani, classe 1934, che, da qualche settimana, sorride sornione nell’advertising della linea Made to measure da lui dedicata ai fan dello stile sartoriale. Il prossimo 21 settembre lo stilista concederà alla 33enne Stella Jean l’onore di presentare nel suo Teatro di via Bergognone la sua ultima collezione femminile. Un’iniziativa, ha dichiarato Armani, che vuole dare un concreto sostegno ai nuovi talenti dello stilismo. In un contesto dove l’abusato slogan ‘largo ai giovani’ suona, di regola, come una vacua ammissione di sterile buonismo. Di fatto, i dominatori del fashion system continuano a rimanere i ‘grandi vecchi’. Come Karl Lagerfeld (classe 1935), da trent’anni al timone creativo di Chanel. A lui e al suo look da dandy rock vengono tributati continui omaggi (l’ultimo, in termini di tempo, è la seduta Karl di Luca Nichetto per Mg Lab) che ne alimentano l’inossidabile mito. Ma a tenere alto l’onore dei più influenti vegliardi del prêt-à-porter ci sono anche Ralph Lauren, Vivienne Westwood, Yohji Yamamoto, Rei Kawakubo e Jean Paul Gaultier che, a 61 anni suonati, ancora non è riuscito a scrollarsi di dosso l’epiteto di ‘enfant terrible’. L’elenco, rimanendo nel microcosmo della moda e del design, potrebbe molto dilatarsi. E includere, solo per fare qualche nome, la trendforecaster Li Edelkoort, il fotografo Bill Cunningham (padre dei fashion blogger), l’ex modella e ora docente Benedetta Barzini, la gallerista e buyer Rossana Orlandi, l’illustratore Alberto Lattuada (ha da poco pubblicato con Skira il libro ‘Progetti di scuola’) e il costumista Piero Tosi che, a 86 anni, ha firmato gli abiti di scena per ‘Il matrimonio di Cimarosa’ all’ultimo Festival di Spoleto. Sul fronte imprenditoriale, spiccano le canizie di Bernard Arnault (nato nel 1949), patron del colosso Lvmh, e quelle di Patrizio Bertelli, AD di Prada che, da qualche anno, ospita, nelle sue campagne pubblicitarie, stagionate celebrità hollywoodiane. Come Harvey Keitel e, in questa stagione, Christoph Waltz, refrattari all’uso delle tinture per capelli. Un vezzo che li accomuna a Christine Lagarde, direttore del Fondo Monetario Internazionale, e alla richiestissima top model Carmen Dell’Orefice (82 anni compiuti lo scorso giugno). Il dilagante orgoglio dei capelli bianchi testimonia la vitale avanzata dei nuovi ultrasessantenni che sono sempre più corteggiati dal marketing e dai brand del lusso. Ai vegliardi più trendy è dedicato il sito advancedstyle.blogspot.it. Lo ha creato Ari Seth Cohen che, in una recente campagna pubblicitaria di Karen Walker Eyewear, ha immortalato irresistibili vecchiette trés chic.
di Rocco Mannella


