
Adidas studia un piano di ristrutturazione aziendale per snellire l’organigramma aziendale, già anticipato peraltro fin dallo scorso dicembre. E poter così presidiare meglio Nord America ed Europa che nel primo semestre dell’anno hanno segnato risultati inferiori alle attese con, rispettivamente, un calo dell’1% e del 9 per cento. Primo passo di questo piano sarà unificare la divisione nordamericana dei marchi Adidas insieme a Reebok, label che nei giorni scorsi ha arruolato Patrik Nilsson alla guida del marchio. Una riorganizzazione a stelle e strisce per superare il rivale Nike che ancora mantiene il primato negli Usa per i suoi prodotti sportivi e aumentare così ulteriormente la quota dei ricavi provenienti da questa regione, che per il momento si attesta sul 23% del turnover complessivo. Strategia differente invece per quanto riguarda il Vecchio Continente. Qui saranno aggregata cinque aree Centro, Nord e Sud Europa, Francia e Spagna. La nuova regione prenderà il nome di Western Europe e sarà gestita da Gil Steyaert, già managing director North, il cui nuovo incarico sarà effettivo dal prossimo novembre. Il gruppo ha archiviato il primo semestre dell’anno con utili per 480 milioni di euro, in crescita del 5,5% ma con ricavi in lieve flessione (-3%) a 7,13 miliardi di euro, performance che ha portato il gruppo a tagliare le stime sull’intero 2013.


