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Multimarca che chiudono, tocca a Raspini di Firenze

Di Caterina Zanzi
18 Feb 2013
Multimarca che chiudono, tocca a Raspini di Firenze
Un interno di Raspini

Tempi bui per i multibrand. L’ultimo in ordine cronologico a dire addio alla propria sede storica è Raspini di Firenze che, dopo i prossimi saldi estivi, secondo la stampa locale, dovrebbe chiudere il negozio di via Roma, davanti al Duomo, per cedere il passo a Prada che aprirà i battenti a fine anno o, al più tardi, a inizio 2014. Il marchio della tradizione fiorentina resterà solo in via Por Santa Maria. A Firenze, resiste Gerard che, se già aveva chiuso lo storico negozio di via Vaccherecchia (per fare posto a Stone Island), a giugno inaugurerà una nuova boutique, non più multibrand ma esclusivamente dedicata alle proprie collezioni.

Raspini è solo l’ultimo caso di chiusure o ridimensionamenti di boutique storiche. Da una parte, pesa la diffusione di catene a prezzi ragionevoli  e, dall’altra, quella delle grandi griffe. A Torino, il multimarca di lusso San Carlo dal 1973, ha appena venduto gli oltre 3.000 metri quadri di area commerciale per “reinventarsi e rimpicciolirsi”; risorgerà con due spazi, di grandezza complessiva decisamente ridotta. Al posto di San Carlo, si vociferava di grandi trattative con Gucci, Prada, ma anche con la grande catena giapponese di abbigliamento Uniqlo.

La crisi non ha risparmiato nemmeno Carnevali, la storica insegna bresciana, che da tempo attraversa un periodo di difficoltà: il gruppo ha infatti ceduto le due sedi del Passatempo, catena che nel corso dell’ultimo bilancio ha fatturato 24 milioni di euro con una perdita di tre milioni, che si somma al rosso di un milione e mezzo nel 2010. Negativo anche il risultato di Carnevali Spa, il ramo di alta gamma del gruppo.

 

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