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La pelletteria vola nei mercati emergenti

Di Paola Cassola
04 Giu 2012
La pelletteria vola nei mercati emergenti

Giorgio Cannara

Giorgio Cannara

Sono positivi i dati del settore della pelletteria emersi dall’Assemblea annuale di AIMPES (Associazione Italiana Pelletteria). Il 2011, infatti, ha messo a segno un +30,4% delle esportazioni, per un totale di 4,2 miliardi, mentre sono arrivate ad un +11,8% le importazioni, sfiorando i 2 miliardi.

Per quanto riguarda gli acquisti dall’estero, in quantità sono cresciuti dell’1%, a conferma di un mercato interno scarsamente ricettivo e i consumi delle famiglie italiane per acquisti di pelletteria hanno visto una flessione quantitativa superiore al 3%, con un aumento del prezzo medio di quasi il 6%.
“Il settore ha un andamento a due velocità – ha spiegato il presidente dell’associazione Giorgio Cannara –  che rispecchia le peculiarità strutturali e lo stato di salute delle aziende che lo compongono: per una parte di queste il forte appeal del Made in Italy ha rappresentato un’importantissima opportunità di sviluppo del business; mentre le imprese con caratteristiche di prodotto posizionato nella fascia media e medio bassa dell’offerta, spesso artigianali, poco internazionalizzate e prevalentemente rivolte al mercato nazionale hanno scontato serie difficoltà in un mercato domestico asfittico e con forte impronta al low-cost”.
“Per quanto riguarda i principali paesi dell’export di pelletteria Made in Italy – ha proseguito Cannara – si stanno affacciando, nello scenario internazionale, alcuni mercati ‘emergenti’ che stanno divenendo fonte di grandi opportunità per le imprese italiane del settore: non più tanto o solo in termini di delocalizzazione produttiva, ma come enormi bacini di domanda per i prodotti di fascia medio-alta, ‘del lusso accessibile’ o ‘nuovo lusso’ di cui il settore pelletteria è leader per le radicate tradizioni artigianali che può vantare. Consegue da ciò che la spesa delle famiglie continuerà ad essere ‘anemica’ nei cosiddetti mercati maturi (USA, Giappone, Europa Occidentale) a causa della minor ricchezza disponibile dovuta, da una parte, dalla crisi sui mercati azionari e immobiliari, dall’altra dalla disoccupazione e dalla maggiore attenzione al rapporto qualità – prezzo. Nei nuovi mercati si sta invece verificando la situazione opposta: dalla crisi globale sta uscendo una classe media benestante con un potere d’acquisto progressivamente sempre più elevato che rappresenta per le aziende italiane, una importantissima opportunità. E questa nuova realtà si riscontra nel trend dei flussi di esportazione della pelletteria verso mercati non tradizionali consumatori dei nostri prodotti, Cina in primo luogo (+97,5%) Singapore (+72%), Emirati Arabi (+51%), Turchia (+50%), Russia (+11%) , Corea del Sud (+41,8%). Tra i mercati consolidati si assiste, ad eccezione di Hong Kong, che aumenta del 61% il valore degli acquisti di pelletteria dall’Italia e che rappresenta comunque una importante porta di ingresso in Cina a incrementi con ritmo meno sostenuti: Giappone +14,5%; Germania +16%; Spagna + 16,9%; Regno Unito + 14,5%; Stati Uniti + 29%. Una considerazione a sé merita quanto sta avvenendo per il mercato cinese. Al forte balzo del fatturato (+97%) è corrisposta una crescita altrettanto consistente nei volumi (+ 72%)”.
Il valore complessivamente esportato, pari a 99,6 milioni di euro è formato per il 67% dalla vendita di borse per donna, prevalentemente realizzate in pelle , il cui fatturato cresce del 123,7%. Se queste performances così positive sono da attribuire alla forte domanda di prodotti della fascia di lusso, non vi è dubbio che l’attenzione del consumatore cinse si sta sempre più rivolgendo anche a prodotti non necessariamente griffato; ma connotati da una forte componente fashion e da un alto livello qualitativo nella fattura e nell’utilizzo di materiali.
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