domenica, 7 Giugno 2026
  • ABOUT
  • DESIGN
  • BEAUTY
  • WINE & FOOD
  • HOTELLERIE
  • REAL ESTATE
  • SPORT
Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati
 Newsletter
Pambianconews notizie e aggiornamenti  moda, lusso e made in Italy
  • HOME
  • NEWS
    • Mondo
    • Finanza & Bilanci
    • Italia
    • Giro Poltrone
    • M&A
    • Licenze
    • Opening
    • Comunicazione
    • Digital & Tech
    • Sostenibilità
    • News in breve
    • Sport
    • Prodotti
    • Lifestyle
  • SUMMIT
    • Fashion
    • Beauty
    • Design
    • Wine&Food
    • Hotellerie
    • Real Estate
  • FOCUS
    • Approfondimenti
    • PWC
  • SITA RICERCA
  • EDITORIALI
  • VIDEO
  • MAGAZINE
  • HUB
  • HOME
  • NEWS
    • Mondo
    • Finanza & Bilanci
    • Italia
    • Giro Poltrone
    • M&A
    • Licenze
    • Opening
    • Comunicazione
    • Digital & Tech
    • Sostenibilità
    • News in breve
    • Sport
    • Prodotti
    • Lifestyle
  • SUMMIT
    • Fashion
    • Beauty
    • Design
    • Wine&Food
    • Hotellerie
    • Real Estate
  • FOCUS
    • Approfondimenti
    • PWC
  • SITA RICERCA
  • EDITORIALI
  • VIDEO
  • MAGAZINE
  • HUB
Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati
Pambianconews notizie e aggiornamenti  moda, lusso e made in Italy
Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati

Gucci campione di redditività

Di Redazione
23 Set 2011
Gucci campione di redditività

di Manuela Brambati

 

Analisi Pambianco sui bilanci delle principali società quotate in Italia e all’estero.

Ottime anche le performance di Bottega Veneta, Prada e Tod’s.

 

 


La buona notizia è che la mo­da italiana, nel primo seme­stre, è passata indenne dal­lo tsunami finanziario che si è ab­battuto sui mercati internaziona­li. Anzi, grazie a gruppi particolar­mente virtuosi sul fronte del fat­turato come Salvatore Ferragamo (+29,8%), Bottega Veneta (+29,4%), Bulgari (+23,6%) e Prada (+21,1%), il made in Italy ha ar­chiviato i primi sei mesi del 2011 con un giro d’affari in crescita dell’12,3%.

La cattiva notizia è che è troppo presto per cantare vitto­ria. La crisi del debito sovrano in Europa, infatti, questa estate è esplosa costringendo anche l’Ita­lia a una manovra “ferragostana” per far quadrare i conti pubblici. Il lusso tricolore nei prossimi me­si dovrà, dunque, affrontare nuo­ve incognite economiche che si ri­fletteranno inevitabilmente sui bilanci. «Partiamo dal dato positivo: le principali aziende italiane della moda quotate nel primo se­mestre hanno realizzato perfor­mance positive in termini di red­ditività, ricavi e profitti – spiega Carlo Pambianco, presidente di Pambianco Strategie di Impresa, commentando la consueta anali­si condotta su un campione di 13 gruppi nostrani e 18 esteri -. I buo­ni risultati si spiegano con la pre­senza nei Paesi emergenti, che hanno sofferto meno della crisi dei consumi e dove i grandi nomi riescono a fare numeri molto im­portanti a livello di vendite. Non a caso Prada ha deciso di quotarsi a Hong Kong e non a Piazza Affari. In questo senso i big del lusso, che possono contare su una distri­buzione diretta nei mercati del Far East, sono stati avvantaggiati rispetto alle piccole e medie aziende che non hanno una orga­nizzazione forte».
Andando nel dettaglio dell’ana­lisi, emerge che nella prima metà del 2011 il fashion italiano ha maci­nato un giro d’affari di 9,8 miliar­di di euro (+12,3%), mentre l’ebitda sul fatturato (che misura la redditività) è salito al 21,2% e l’uti­le netto sui ricavi è migliorato dal 7% del primo semestre 2010 all’8,4 per cento. A trainare la cre­scita del panel preso in esame so­no le stesse griffe che hanno otte­nuto ottimi risultati anche nel 2010: ovvero Gucci, Bulgari, Bottega Veneta e Prada, tut­ti al di sopra dei venti punti per­centuali di progresso, ai quali si aggiunge la neo matricola Salva­tore Ferragamo.

La classifica per fatturato è guidata sempre da Luxottica (3,2 miliardi) che mette a segno un balzo di quasi il 7% ri­spetto al semestre di un anno fa. Gucci e Bottega Veneta risulta­no i migliori anche per reddi­tività, seguiti da Prada e Tod’s. Il gruppo milane­se guidato da Patri­zio Bertelli ha chiuso la pri­ma seme­strale dopo l’Ipo del 24 giu­gno a Hong Kong con un utile netto di 179,5 milioni, in crescita del 74,2% rispetto ai primi sei mesi del 2010 e un ebitda al 27,8% sui ricavi.
L’azienda guidata da Diego Della Valle occupa il nono posto per ricavi, archiviando il primo semestre con una crescita del 16,4% a 440 milioni di euro e con un nuovo progresso della redditi­vità passata al 26,3% del fatturato (dal 24% dei primi sei mesi 2010).
Mantenere questi ritmi di crescita nei prossimi mesi sarà però una mission impossibile per il si­stema moda, alla luce del peggio­ramento del quadro macro eco­nomico internazionale. «A livel­lo di ebitda dovremmo aspettarci un calo di uno-due punti percen­tuali, mentre sul fronte del fattu­rato i buoni risultati ottenuti fino­ra riusciranno, sull’intero 2011, a compensare parzialmente la fre­nata dei prossimi mesi», mette in guardia Pambianco, sottolinean­do come l’acuirsi della crisi acce­lererà il consolidamento del set­tore fashion, attraverso fusioni e acquisizioni. E in questo proces­so, prosegue ancora, i brand italia­ni «potrebbero finire nel mirino di investitori asiatici dalle spalle finanziarie forti a caccia di occa­sioni, come è successo per esem­pio con Salvatore Ferragamo o con Sergio Tacchini».

Passando al confronto tra il lus­so italiano e quello oltre confine, l’indagine evidenzia un giro d’af­fari semestrale dei rivali este­ri maggiore in termini as­soluti (45,84 miliardi) anche se la crescita a livello percentua­le è più modesta (+10,8%) rispetto a quella messa a segno dal Made in Italy. Domina la gra­duatoria il gigante Lvmh, che realizza quasi un quarto dell’intero fatturato aggrega­to dei 18 gruppi analizzati. In seconda posizione, si piaz­za Adidas con un +13,4% (6,3 mi­liardi di euro), mentre i due sim­boli della moda low cost, H&M (5,7 miliardi) e Gap (4,67 miliar­di), sono caratterizzati da una crescita delle vendite al lumici­no, in controtendenza rispetto al trend degli ultimi anni. Da segna­lare, infine, che gli exploit più significativi sul fronte dei ricavi so­no stati realizzati dagli orologi Fossil (+35,7%), dai gioielli Tiffany (+25,4%) e da Hugo Boss (+22,8%).

 

Tratto da: Il Sole 24 Ore di venerdì 23 settembre, a cura di Pambianconews

InviaCondividiInvia
Currently Playing

D’Antonio (Miamo): “Focus su mercati esteri e sviluppo di nuove categorie”

D’Antonio (Miamo): “Focus su mercati esteri e sviluppo di nuove categorie”

D’Antonio (Miamo): “Focus su mercati esteri e sviluppo di nuove categorie”

Beauty
Bellone (Bolton Beauty): “Con Tib anche Collistar diffonderà l’italianità all’estero”

Bellone (Bolton Beauty): “Con Tib anche Collistar diffonderà l’italianità all’estero”

Beauty
Vasario (L’Oréal Italia): “Siamo entrati in una nuova fase di crescita per i saloni”

Vasario (L’Oréal Italia): “Siamo entrati in una nuova fase di crescita per i saloni”

Beauty
  • FASHION
  • DESIGN
  • BEAUTY
  • WINE
  • HOTELLERIE
  • REAL ESTATE
  • A TU PER TU
Credits

© Pambianco srl - P.IVA 05861630159

Nessun Risultato
Mostra tutti i risultati
  • ABOUT
  • HOME
  • DESIGN
  • BEAUTY
  • WINE
  • HOTELLERIE
NEWSLETTER

© Pambianco srl - P.IVA 05861630159