E' una forma innovativa di globalizzazione quella cui guarda la nuova strategia di Miroglio, azienda che ha chiuso il 2007 con oltre un miliardo di euro di fatturato. L'obiettivo è diventare un gruppo multicentrico, con una forte presenza su più mercati locali, dove andare a produrre e vendere. «Dobbiamo affrontare la globalizzazione con uno spirito positivo, non pensare solo che i cinesi ci portano via tutto. Noi siamo andati a vendere ai cinesi prodotti cinesi» sostiene l'amministratore delegato Giuseppe Miroglio. E proprio l'esperienza cinese, che ha dato ottimi risultati, è quella che verrà ripetuta in altri Paesi, a partire dalla Turchia dove entro fine mese dovrebbe essere raggiunto un nuovo accordo con un partner locale. Poi sarà la volta dell'India e del Brasile.
A spingere il gruppo verso la nuova strategia di globalizzazione è stata l'esperienza cinese: la joint venture al 50% con un imprenditore locale (cui se ne affianca un'altra per la produzione di tessuti) ha portato alla nascita del marchio Elegant prosper all'apertura di 400 punti vendita in Cina e a un fatturato che in tre anni è passato dai 9 milioni del primo anno a 45 milioni di euro. L'Italia resta ancora il primo mercato, con oltre il 60% dei ricavi, ma sono in forte crescita, superiore alle aspettative, i Paesi dell'Est Europa e la Russia.
Complessivamente,125 nuovi punti vendita sono stati aperti l'anno scorso, per un totale che ormai sfiora i 1.300 negozi, il 70% dei quali di proprietà. «Oramai siamo diventati retailer � commenta Miroglio – il 50% dei ricavi del gruppo deriva dai negozi diretti. Questo ci permette di avere margini più alti, una maggiore volatilità, ma anche una sintonia più forte con il mercato”.
Estratto da Il Sole 24 Ore del 9/02/08 a cura di Pambianconews


