
Robert Polet, amministratore delegato di Gucci Group ha appena annunciato i risultati del gruppo che guida, definiti «eccellenti» con una crescita del fatturato nel 2007 di quasi il 15% (a cambi costanti) a 3,9 miliardi di euro. Ma il dato più singolare è l'aumento del quarto trimestre, dove le Borse già risentivano delle tensioni mondiali e i titoli del lusso denunciavano una sofferenza fino a quel momento inaspettata: +14,2% a cambi costanti (5,2% a cambi correnti).
«Da quando nel 2005 abbiamo varato il nostro piano di lavoro a lungo termine, abbiamo cercato di equilibrare la nostra presenza sui mercati per alleggerire i rischi, commenta Polet. Il Giappone, che per noi rappresenta il 15% del fatturato, è stazionario da anni, così abbiamo investito molto sulla Cina e Hong Kong, che hanno reagito benissimo e si sono attestati intorno al 18%».
Basta per reggere gli scossoni degli Stati Uniti, che come accade nei momenti di crisi, si stanno chiudendo su se stessi? «Per quanto ci riguarda, negli Usa siamo cresciuti del 18%. Gucci, in particolare, nell'ultimo trimestre è aumentato del 12,7% E ci attendiamo performance interessanti dall'apertura, il prossimo febbraio, della super-boutique di New York nella Trump Tower».
Estratto da CorrierEconomia del 28/01/08 a cura di Pambianconews


