
Venti miliardi di euro. A tanto ammonta l'export italiano del settore accessori per la moda, che porta l'Italia al primo posto della classifica europea. Un mondo fatto di piccole e medie imprese: più di 34mila sono quelle che aderiscono a Fiamp, la federazione dell'accessorio moda e persona. Impiegano 276mila addetti circa nei comparti calzaturiero, orafo, ottico, conciario e della pelletteria.
Un patrimonio unico di esperienze artigianali e industriali made in Italy, come lo definisce il presidente di Fiamp, Rossano Soldini (nella foto), che ha dato segnali di ripresa nel biennio 2006-2007 ma che sconta ancora difficoltà legate al cambio sfavorevole euro/dollaro o al problema delle contraffazioni.
Questioni che saranno analizzate oggi a Milano durante l'incontro organizzato da Fiamp, nata nel 2004 per iniziativa delle associazioni Aimpes (pelletteria), Anci (calzature), Anfao (occhiali) e Federorafi (orafi e gioiellieri), alle quali si sono aggiunte successivamente Unic (industria conciaria) e Unac (accessori e componenti). Tema centrale dell'incontro sarà la leadership internazionale degli accessori made in Italy.
Se non si vedono prospettive di crescita,per il 2008 si spera almeno di mantenere le posizioni conquistate finora. «Le aspettative sui consumi nel mercato interno, aggiunge Soldini, sono negative a livello generale e se calano anche a livello internazionale accuseremo il colpo Tuttavia siamo ancora i migliori per innovazione, qualità e ricerca. Su questo dobbiamo puntare per rilanciare il settore promuovendo l'introduzione di un marchio unico Made in Italy che identifichi le nostre produzioni all'estero».
Estratto da Il Sole 24 Ore del 18/12/07 a cura di Pambianconews


