In questi giorni il lungo cantiere avviato in casa Marzotto arriva al termine. Alla fine dei lavori, alcune famiglie hanno lasciato la casa degli avi. La serie di Opa lanciate su Valentino, su Marzotto, su Hugo Boss, su Zignago, su Jolly, su Linificio e Canapificio Nazionale non è altro che l'esito di un passaggio generazionale.
Chiarissimo il caso riguardante gruppo Marzotto, conquistato da Andrea Donà dalle Rose con Wizard (finanziaria ché controlla al 57%). Ma dentro a Wizard compaiono pure alcuni cugini di Andrea Donà, tramite Trenora (Matteo Marzotto e famiglia con il 32%) e Gabriel Fiduciaria (11,5% per Margherita, Cristiana e Maria Rosaria Marzotto, e Ferdinando Businaro.
Negli ultimi anni quel la sorta di bazar che era la vecchia Marzotto è stato trasformato in un'azienda sana e ordinata. Siamo convinti che possa essere profittevole anche un'impresa che si occupa del mestiere più vecchio del mondo, ossia filare e tessere”. Tanto afferma di esserne persuaso il presidente Donà dalle Rose da candidare Marzotto al ruolo di “polo aggregante nel settore, rilevando marchi e attività di prestigio sulla scena italiana”. E nell'orizzonte fu turo ci potranno stare anche “partnership mirate al ritorno nell'abbigliamento.
Marzotto tornerà dunque a produrre abiti, mestiere che aveva lasciato solo qualche anno fa con lo scorporo del settore abbigliamento e il contestuale allestimento di Valentino Fashion Group (Vfg). L'allora presidente Antonio Favrin, deus ex machina della complessiva ristrutturazione abiti, dell'impero Marzotto e attore che protagonista nelle delicatissime vicende del passaggio generazionale, dentro a Vfg aveva messo le attività legate al nome di Valentino, licenze come Marlboro, ma soprattutto la gallina dalle uova d'oro chiamata Hugo Boss. Il gruppo tedesco, acquistato un quarto di secolo fa da Valdagno sotto il regno di Pietro Marzotto, vale tre quarti dei ricavi, arrivati nel primo semestre 2007 a 1,027 miliardi di euro (+11 % sullo stesso periodo del 2006), quando l'utile netto è salito a 41,4 milioni (+18%).
Nulla di strano che Permira e Carlyle abbiano ingaggiato un duello su Valentino, vinto da Permira liquidando Canova (Antonio Favrin e Dario Federico Segre), Icg (holding condivisa dunque da Matteo Marzotto, Andrea Donà dalle Rose e familiari), Pfc (finanziaria di Paolo Marzotto) e Gddr (Marco Donà dalle Rose). Hanno invece deciso di restare in campo i fratelli Gaetano, Luca, Nicolò e Stefano Marzotto.
Le attese di sviluppo di Vfg sono legate all'affermazione del brand Valentino, ma ancora e soprattutto ai piani di Hugo Boss. In gioco è in particolare la collezione donna, che con 165 milioni di fatturato ha registrato un boom del 69% nel 2006. Nell'attesa che il tempo misuri le ambizioni su Marzotto e Valentino, la nuova generazione del casato valdagnese ha dato buona prova di sè su Zignago.
Estratto da Affari&Finanza del 8/10/07 a cura di Pambianconews


