La moda maschile italiana, che contribuisce al 15% dei ricavi annuali realizzati dal tessile-abbigliamento nazionale, registra un incremento delle esportazioni 2006 del 2,6% (+4,1% nel 2005). Il fatturato complessivo del settore resta tuttavia sui valori del 2005, attorno a 8,1 miliardi di euro (-0,2%), come evidenzia una ricerca a cura della Federazione Smi-Ati, pubblicata in occasione di Pitti Immagine Uomo. Indicazioni positive sul 2007.
L'export annuale ha totalizzato quasi 4,8 miliardi di euro, ma allo stesso tempo le importazioni sono salite a circa 3,8 miliardi, rivelando per la prima volta una crescita a cifra doppia (+13,3%). Il saldo commerciale 2006 resta positivo, ma la quota si assottiglia a 983 milioni, da 1,3 miliardi del 2005. Due i settori più penalizzati: la maglieria, che ha subito un -4,4% e le cravatte, che hanno segnato un -3%. Pesante il calo delle vendite dei capispalla (-11%), legato alle elevate temperature della stagione invernale. Positivi, al contrario, i risultati della camiceria, cresciuta del 4,4%.
Nelle stime dell'associazione del tessile-abbigliamento, l'avvio del 2007 è orientato positivamente. Nei primi due mesi le esportazioni sono risultate quasi quattro volte superiori alla media del 2006, grazie soprattutto a Russia, Giappone e Hong Kong, ma anche con il contributo dell'Europa, che vede in testa Spagna (+6,1%), Regno Unito (+5,8%) e Francia (+3,7%). Le importazioni (dove la Cina rappresenta il 27,7% del totale) mostrano invece a una parziale decelerazione.
Estratto da Fashionmagazine.it del 20/06/07 a cura di Pambianconews


