
I gruppi della moda macinano un aumento dei ricavi a due cifre. E i big italiani ampliano il distacco dai loro competitor stranieri, che addirittura perdono terreno lasciando sul campo un punto percentuale di crescita. Ad approfittarne è il podio delle griffe nazionali. Per battere tutti in velocità occorre indossare scarpe Geox, borsette Mariella Burani e, a sorpresa, abiti Dolce & Gabbana.
Medaglia d'oro nell'incremento delle vendite è il Mariella Burani fashion group. Con un'espansione dei ricavi che sfiora il 40%, la griffe di Reggio Emilia vince la partita con i rivali Gucci, Valentino e Prada, anche grazie alla campagna di acquisizioni che prosegue da tre anni. La seconda posizione va alle calzature di Mr Geox (+34,6%). Forti di questi numeri, nella classifica della crescita dei ricavi elaborata da Pambianco Strategie di Impresa, la società di consulenza del settore fondata da Carlo Pambianco, i tre gruppi si lasciano alle spalle tutti i big della moda grazie a tassi di crescita tra il 30% e il 40% circa.
Complessivamente, i primi 25 leader italiani valgono un fatturato di 27,3 miliardi, una ricchezza che è aumentata del 12,4% rispetto al 2005. Contro un +9,6% registrato dai colossi stranieri (+10,3 l'anno scorso). «Nell'ultimo biennio le aziende italiane del lusso hanno riconquistato le posizioni perse tra il 2002 e il 2004», spiega Pambianco. «Sono venuti a frutto gli investimenti in nuovi negozi che hanno permesso di approfittare del trend positivo dei mercati». E aggiunge: «Per l'esercizio in corso si stima una crescita più contenuta delle vendite, tra 1'8 e il 10%. Tuttavia la redditività resterà alta». Il 18% di margine ebitda del 2005 è salito intorno al 20-22% e dovrebbe riconfermarsi anche quest'anno.
Estratto da Il Mondo del 6/04/07 a cura di Pambianconews



