A distanza di neppure un anno dall'acquisto della Limoni, perfezionato a fine maggio 2006, il fondo Bridgepoint progetta già la way out dalla catena di profumerie fondata da Piofrancesco Borghetti. Nei giorni scorsi conti e prospettive del leader di mercato con oltre 400 negozi sono stati illustrati alle banche che hanno partecipato al finanziamento del buyout, organizzato in veste di arranger da Bnp Paribas, Intesa Sanpaolo e Ing per un ammontare di 380 milioni tra acquisition financing e linee revolving destinate all'azienda.
Ma questa era solo la premessa. Borghetti e Guido Belli, capo di Bridgepoint in Italia, hanno tracciato anche la rotta che dovrebbe portare Limoni in Borsa a maggio-giugno 2008, sulla scorta di un esercizio incorso che si prospetta molto buono. Un percorso che, come ovvio, non esclude la strada di un doppio binario: cioè la vendita a un altro fondo di private equity.
La futura ipo permetterà infatti di valorizzare sia la crescita dei ricavi sia i rilevanti progetti in corso, come sintetizzato nella tabella in basso. Il fatturato a budget 2007 indica la quota di 388 milioni (+ 21%) con un ebitda previsto in 63 milioni (+ 41%). Quanto agli investimenti, per un onere di circa 60 milioni, gli sforzi sono tutti concentrati sulla crescita della catena retail.
Estratto da Il Mondo del 23/3/07 a cura di Pambianconews


