Arctè, gruppo bolognese di intimo e beachwear, dimostra coem l'ingresso di un fondo può avere solo conseguenze positive. «Nel novembre 2005 Alto Partners ha acquistato Arctè dal suo fondatore Daniele Sellari, spiega l'amministratore delegato Andrea Maccaferri. All'epoca ero il direttore commerciale, l'azienda era solida: Alto Partners non ha fatto un investimento speculativo, intende puntare sul medio termine. Oggi il 90% del capitale è di Alto Partners e il 10% di Lovifin, una società privata. Chiuderemo il bilancio 2006 con un fatturato di circa 50 milioni di euro, in crescita del 4% sul 2005: in un settore come il nostro, sconvolto dalla concorrenza asiatica, è un risultato di tutto rispetto. Ma soprattutto guardiamo al futuro, con un piano triennale che prevede il riposizionamento dei marchi, la riorganizzazione della distribuzione e l'espansione sui mercati stranieri».
Arctè ha in portafoglio oltre dieci brand: i più famosi sono Argentovivo e Bacirubati per la donna, Julipet e Allen Cox per l'uomo. «I nostri prodotti sonò venduti in circa 4mila punti vendita in Italia e all'estero: il canale distributivo principale restano i negozi al dettaglio di intimo, spiega Maccaferri. Ma siamo presenti anche in molti department store, dalla Rinascente di Milano a Harrod's, al Villa Moda di Dubai. L'unico monomarca è qui a Bologna e non abbiamo in progetto di aprirne altri».
Secondo l'amministratore delegato di Arctè nel settore è in corso da anni un grande cambiamento. L'abbigliamento intimo si sta spostando sempre di più verso il prét-à-porter: nelle collezioni invernali ci sono, oltre ai tradizionali pigiami, tute da casa, anche in cashmere. E il beachwear non è più sinonimo di costumi, ma comprende abiti, pareo, sandali e accessori vari, anche per l'uomo. Negli anni il nostro ufficio stile si è ampliato e le collezioni estive, per i marchi da donna, contano per il 50% del fatturato. Il secondo grande cambiamento è stato l'ingresso delle griffe e questo ha rivoluzionato soprattutto l'intimo maschile: molti giovani uomini ora cercano le mutande firmate».
Per il futuro Maccaferri non prevede acquisizioni di marchi ma piuttosto di licenze. « Molte griffe hanno già accordi, altre producono internamente: stiamo valutando ogni opzione, ci sono molti marchi della moda e industriali interessanti, come Replay, Liu-Jo, Bikkembergs, Pirelli P Zero. Spero che entro il 2007 si concretizzi qualcosa».
Estratto da Il Sole 24 Ore del 10/02/07 a cura di Pambianconews


