Non ha l'appeal della guerra dei festival che ha scosso il cinema italiano, ma anche il duello delle fiere è piuttosto animato. E più i contendenti moltiplicano le dichiarazioni di non belligeranza, più si irrigidiscono le posizioni e si raffreddano i rapporti. A Milano, dove i saloni dell'abbigliamento femminile completano la ricchissima offerta delle sfilate, i due principali attori, Expo Cts, che organizza MilanoVendeModa nei padiglioni di FieraMilanoCity, e la fiorentina Pitti Immagine, che cura i saloni di via Tortona (White, neoZone, Cloud Nine), non riescono a trovare un'intesa sulla sede espositiva. Ritenuta un'espressione fondamentale della manifestazione, è diventata anche il centro del dibattito, e più Pitti ribadisce la necessità di creare una proposta variegata all'interno della città, più Expo Cts si irrigidisce nell'ipotesi di un unico contenitore.
Ma come profeticamente annuncia il proverbio, non c'è due senza tre, e dalla galassia milanese di via Tortona si è staccato White, ritenuto la punta dell'avanguardia, ideato da Massimiliano Bizzi, che ne era anche direttore artistico e commerciale. Dopo appena tre stagioni con Pitti, è venuto meno l'accordo sulla strategia e la valorizzazione del marchio: separazione sancita a tempo di record.
Ora, la gioiosa macchina da guerra di Bizzi comprende anche una Pr potente e competente, Andreina Longhi, e soprattutto una manager come Gisella Borioli, che negli anni '90 ha inventato la struttura, adibita a sale di posa e sfilate, del Superstudio, mutazione genetica di quello che restava di un tessuto di piccoli artigiani e laboratori. La signora fa anche parte del comitato strategico degli undici «saggi» voluto dal sindaco Letizia Moratti per favorire lo sviluppo della città. Secondo le voci che si rincorrono in questo momento, Borioli sarebbe uno dei protagonisti di questa secessione che ha rischiato di terremotare perfino i vertici di Pitti Immagine.
Nell'attesa, qualcuno comincia a chiedersi se, in qualche modo, non ci sia conflitto di interessi tra l'imprenditrice che affitta spazi a manifestazioni di moda e design, e il «saggio» interpellato proprio per la sua competenza su arte, moda e design. Gisella Borioli sembra perplessa: «Noi professionisti siamo stati scelti per completare l'esperienza dei politici. Abbiamo un ruolo consultivo per il quale non riceviamo alcuna retribuzione. Va da sé che abbiamo tutti un mestiere. Ma io non ho mai affittato spazi al Comune, né posso usare eventuali informazioni su una mostra o un evento futuri». Dunque… «mi sembra un dubbio che non ha ragione d'essere».
Estratto da CorrierEconomia del 8/01/07 a cura di Pambianconews


