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Bulgari, lusso e managerialità

Di pbadm
18 Dic 2006

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Bulgari è uno dei principali protagonisti mondiali nel settore del lusso, grazie a una rinomata produzione di alta gioielleria, orologi d'alta gamma, accessori, profumi, e grazie anche a due hotel, uno a Milano e uno a Bali. Francesco Trapani (nella foto), amministratore delegato di Bulgari dal 1984, parla della struttura dell'azienda.


Dopo il suo ingresso in azienda per la società si è aperta una nuova fase contrassegnata anche da una forte attenzione agli aspetti finanziari. Riteneva che Bulgari, come altre prestigiose aziende del lusso, avessero bisogno di una svolta in questa direzione?
Quando io sono diventato AD, la Bulgari aveva bisogno di due cose fondamentali. La prima era un respiro molto più imprenditoriale di quello del passato. C'era bisogno di qualcuno che desse obiettivi più ambiziosi, in modo che si potesse colmare in parte la distanza che c'era fra l'impresa di allora e i concorrenti. La seconda cosa, ed era indispensabile, allora, nell'84 (le dimensioni dell'azienda all'epoca erano ridotte), era dare, non tanto un approccio finanziario fine a se stesso, bensì un approccio molto più manageriale, soprattutto dotandosi di una struttura manageriale più complessa, con obiettivi di sviluppo più aggressivi.


Lei è stato il fautore dell'ingresso in Borsa nel 1995 a Milano, cui è seguita anche la quotazione all'Irs di Londra (London Stock Exchange). A differenza di altre star del lusso che si sono appoggiate a colossi economico-finanziari (Gucci, Ferrè, Valentino), voi avete deciso di fare da soli. Perché questa scelta?
Il mercato dei beni del lusso è fatto da alcune grandissime aziende come Lvmh, Richmond e altre, ma ci sono anche tutta una serie di imprese che sono delle grandi marche internazionali, indipendenti, come Hermès, Chanel, Tiffany, Armani. Alcune di queste sono quotate (Tiffany, Hermes), altre no, come Chanel, Armani, grandi aziende indipendenti che  prosperano. Quando si è un'azienda più  piccola nel mercato del lusso, si possono avere difficoltà, perché non si hanno abbastanza risorse, ma non è il caso nostro e dei nostri concorrenti.


Quest'anno la Borsa è andata bene, siete cresciuti del 15% abbondante da gennaio. Quali sono i risultati attesi in termini di fatturato e utili per il 2006, dopo che nel 2005 avete fatto rispettivamente 918, 5 milioni e 116,4 milioni?
Ci aspettiamo un 10% in più in termini di fatturato e profitti.


Quali sono i progetti futuri della Bulgari Spa?
L'azienda lavora moltissimo sullo sviluppo del prodotto, perché, non volendo diversificare ulteriormente, vogliamo rafforzare la presenza in ogni categoria merceologica in cui siamo già presenti. Fra l'altro questo lavoro viene fatto anche con l'obiettivo di andare sempre a migliorare con la qualità e il contenuto dei nostri prodotti. Con conseguenze pure sulle politiche di prezzo. Stiamo facendo inoltre un grosso lavoro sulla distribuzione: noi siamo un grande retailer, abbiamo a oggi 820 negozi in tutto il mondo, apriremo 100 punti vendita nei prossimi 3 anni di cui un terzo andranno a sostituire delle boutique già esistenti per avere una presenza migliore, e il resto andranno ad aumentare la nostra rete.


Estratto da Espansione del 15/12/06 a cura di Pambianconews

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