
La Rinascente, cattedrale dello shopping milanese, mostra i primi segni del rinnovamento che coinvolgerà tutti i punti vendita Rinascente in ltalia e che promette di trasformare l'insegna nel primo vero marchio italiano di department store.
Una rivoluzione cominciata nel 2005, con l'ingresso di Vittorio Radice (nella foto) in qualità di amministratore delegato. «Nel caso della Rinascente saranno necessari almeno sei o sette anni per passare da una società principalmente self-service a un'azienda full service e per raddoppiare l'attuale fatturato di circa 340 milioni di euro», prevede Radice. «In quasi tutte le città dove siamo presenti abbiamo posizioni centrali e in palazzi d'epoca. In queste location non è pensabile applicare, com'è stato fino a oggi, modelli da grande distribuzione, con lunghe metrature di scaffali, massa di prodotti enorme, grandi cartelli di prezzo e code alle casse. Nell'idea che ho io dei futuri negozi Rinascente ci sono solo prodotti nuovi, rinnovati il più spesso possibile, con personale che sia anche consulente. E poi ci saranno servizi come la sartoria, chi duplica le chiavi, la lavanderia, il parrucchiere, i ristoranti e la cigar room, che trasformeranno il centro commerciale in uno spaccato della vita della città».
Gli interventi più radicali, però, saranno a Roma, dove l'intero punto vendita traslocherà in via del Tritone, e a Napoli, dove sono in ballottaggio due location ugualmente strategiche. Alla fine, con una spesa di 300 milioni di euro, la rete conterà due magazzini da 20mila metri quadri, a Milano e Roma, e una ventina da 4/5mila metri quadri, in posizioni centralissime. Tre le chiusure annunciate, Bergamo, Grugliasco (To) e Bari; altrettanti gli obiettivi dichiarati: Bologna, Brescia e Verona.
“Le ragioni che hanno impedito fino a oggi al nostro paese di vantare un Harrods o un Bon Marché, prosegue Radice, sono essenzialmente pratiche. Dove trovo, in Italia, uno spazio in centro da 88mila metri quadri, come quello di Harrods?» , esemplifica. «La peculiarità italiana, piuttosto, è il sovraffollamento di leggi che regolamentano il commercio, alcune inutili e che esistono solo qui, come quella che rende obbligatorio indicare i prezzi in vetrina».
Estratto da Class del 8/12/06 a cura di Pambianconews


