Made in Italy. Con questo grido di battaglia l'industria pugliese dell'abbigliamento ha risposto alla concorrenza dell'Estremo Oriente e alla crisi del settore. Dopo un paio di anni difficili, le imprese locali hanno reagito grazie anche a nuovi marchi, comunicazione e un forte accento sulla qualità. Così diverse aziende hanno ricominciato a crescere, spesso anche conquistando nuove quote sui mercati stranieri.
Ne è un esempio Itn, un'azienda «nata oltre 50 anni fa e arrivata ormai alla terza generazione», spiega il direttore generale Domenico Nardelli, figlio del fondatore Angelo. Da quattro anni, però, la società di Martina Franca ha deciso di puntare su un marchio proprio, Angelo Nardelli, con risultati molto positivi «in particolare all'estero: Usa, Russia, Giappone». Così l'azienda, che ogni anni realizza un fatturato di 25 milioni di euro, si sta ampliando all'Est con agenti e uffici, mentre in Italia ha puntato sui negozi monomarca (a Taranto, Bari, Palermo e presto anche a Milano). «Il futuro» conclude Nardelli «è valorizzare e consolidare il marchio. Non basta più realizzare un buon prodotto, bisogna saperlo comunicare».
Estratto da Economy del 1/12/2006 a cura di Pambianconews


