Sei mesi di lusso per Richemont. Il gruppo svizzero ha archiviato la prima metà dell'anno con un aumento dell'utile netto del 22% a 654 milioni di euro. Di questa cifra 371 milioni (più 37%) provengono dal polo del lusso che vanta marchi come Cartier, Van Cleef, Piaget, Vacheron Constantin, Officine Panerai e Montblanc. Il resto arriva dalla partecipazione nel tabacco in British American Tobacco.
L'aumento dei profitti nel lusso è stato accompagnato da un incremento delle vendite (più 16% a 2,3 miliardi). Decisamente buono anche il risultato operativo (più 31% a 436 milioni) grazie a «una forte crescita delle vendite, a buoni margini e a un rigoroso controllo delle spese». Nel solo segmento della gioielleria, il giro d'affari è aumentato del 20% con Cartier e Van Cleef punte di diamante (più 13%) grazie all'interesse della clientela per la nuova linea di bijoux Love e gli orologi La Dona e Pasha Seatimer. In generale, l'orologeria ha visto lievitare le vendite del 14°/o nei sei mesi. Un dato che Richemont ritiene indicativo di un trend in decisa ascesa che potrebbe portare a una situazione di «offerta insufficiente». Per questa ragione la società sta valutando un aumento della capacità produttiva.
Grande soddisfazione anche per il prét-à-porter di Chloé, che ha visto raddoppiare le vendite, e per gli strumenti di scrittura Montblanc (più 24%).
Estratto da Finanza & Mercati del 21/11/06 a cura di Pambianconews


