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Moreschi cura la collezione dall'avamposto di Vigevano

Di pbadm
16 Nov 2006

Duecentocinquantamila paia di scarpe prodotte, un fatturato 2006 di 32 milioni e ben 400 dipendenti. Da 60 anni attivo nella produzione di scarpe, il gruppo Moreschi realizza i propri prodotti tutti internamente, «senza affidarsi a processi di delocalizzazione. "Per ogni paio di scarpe, afferma Francesco Moreschi, che divide la carica di AD con gli altri suoi due fratelli, compiamo 250-300 operazioni manuali: dalla stagionatura del cuoio, al taglio fino alla cucitura e al confezionamento». Operazioni che rendono i prodotti Moreschi di altissimo livello, totalmente made in Italy e soprattutto conosciuti all'estero.


«Ad oggi, prosegue, esportiamo in 70 Paesi in tutto il mondo, ma per evitare di correre rischi eccessivi ogni mercato non pesa più del 10% sul nostro fatturato». Eccezion fatta per il mercato europeo, che complessivamente incide per circa il 40%. In Italia il gruppo è presente attraverso «otto negozi monomarca, mentre all'estero abbiamo un nostro punto vendita a New York, oltre a una cinquantina di negozi in franchising sparsi per tutto il mondo». Una scelta di diversificazione iniziata anni fa e che, numeri alla mano, sembra dare ragione alla famiglia Moreschi, che attraverso una holding controlla al 100% l'omonimo gruppo.


Forti di un'azienda consolidata, la società stima «di chiudere il 2007, conclude Moreschi, con oltre 60 punti vendita in tutto il mondo, oltre a studiare la possibilità di incrementare la produzione ricorrendo a commesse esterne».


Estratto da Il Giornale del 16/11/06 a cura di Pambianconews

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