Gli stranieri hanno incominciato a investire cifre importanti nel modernariato italiano. I mercanti d´oltreconfine sono disposti a spendere decine di migliaia di euro per accaparrarsi un pezzo unico di Carlo Mollino, una ceramica di Gio Ponti o un tavolo di Franco Albini. I collezionisti francesi e americani hanno fatto salire questi nomi in cima alla classifica dei più quotati nel modernariato italiano. Come si spiega? Mollino oltre a essere un architetto e designer, era anche un artigiano che, quindi, faceva dei pezzi unici.
La ricerca dei collezionisti è sul pezzo unico. «Per questo sono tornati di moda gli anni trenta e quaranta, spiega Fabrizio Provinciali, dalla sua famosa Galleria del Novecento di modernariato a Cecina. Il design di quei decenni è più artigianale, il che rende più facile creare un mercato più esclusivo, fatto di pezzi rari».
Il modernariato è diventato di moda in Italia da una decina d´anni. Nina Yashar, che fa questo mestiere da 28 anni e che ha il suo negozio Nilufar in via della Spiga a Milano racconta: «All´inizio come tutti ho snobbato il design italiano. Mettevo in negozio pezzi di design norvegese e americano. Poi mi sono resa conto della sua importanza». Se ne è accorta soprattutto l´anno scorso, quando è stata invitata come unica italiana all´Art Basel Miami che per la prima volta aveva inaugurato una sezione dedicata al modernariato. «Proprio lì ho capito quanto è importante il design italiano e di come venga difeso nel valore e nei prezzi dai mercanti stranieri, mentre quelli italiani più che venderlo lo svendono» commenta la signora italo iraniana del modernariato italiano.
Intanto i ricchi collezionisti di Tokyo e di New York, uomini d´affari e stilisti, da Donna Karan a Marc Jacobs, da Miuccia Prada a Stefano Gabbana e Domenico Dolce, fanno man bassa di pezzi unici. Gli investimenti importanti riguardano anche il design contemporaneo, a livello internazionale. Una chaise longue di Marc Newson è stata battuta a Sotheby´s per 700 mila dollari. Non scherzano neanche Ron Arad e Tom Dixon.
Estratto da Affari & Finanza del 13/11/06 a cura di Pambianconews


