
Prada spa ha chiuso il 2005 con ricavi per 1.334 milioni (+3%, ma l'esercizio 2004 era stato di 13 mesi), un mol di 744 milioni (+7,5%) e un utile netto quintuplicato a 46,5 milioni. E le previsioni per il 2006 sono anche migliori: grazie ai nuovi prodotti, come la collezione Heritage, che vantano margini superiori, e alla cessione di asset, vedi Jil Sander, che non generavano risultati in linea con il gruppo. E ora nel cantiere Prada, dopo l'ingresso di Intesa, già si studia la semplificazione della catena societaria tra la Spa, Prada Holding Nv e Itmd, operazione che potrebbe portare l'azienda a veleggiare in Borsa già con l'America's Cup della prossima estate. Ma Patrizio Bertelli, per ora, pensa ad altro: anche i nuovi ricchi, cinesi e indiani, presto vestiranno Prada.
Ma la nave Prada adesso fila veloce,vero?
Il 2006 sta confermando il positivo andamento dell'anno precedente. Dopo gli interventi di riorganizzazione, la macchina aziendale, sia produttiva sia commerciale, non solo dà risultati migliori, ma fornisce anche indicazioni sempre più incoraggianti in termini di vendite e di redditività.
Quale sarà la prossima sfida?
Semplice: la crescita di tutti i nostri marchi, compreso Church's del quale deteniamo il 45%, ma che stiamo valutando di riportate all'intemo del gruppo riacquistando il rimanente 55%. Vogliamo essere sempre più presenti sia dove siamo già forti (Usa, Europa ed Estremo Oriente), sia in quei Paesi dove ci sono i riferimenti culturali ed estetici per apprezzare i nostri prodotti. Lì sta nascendo una classe che si riconosce in questi valori.
E quali sono i progetti dopo l'ingresso di Banca Intesa?
La fiducia che alcune delle più importanti banche italiane e internazionali ci accordano è molto significativa. E così siamo pronti per affrontare una nuova fase di espansione con investimenti sui nostri marchi e il potenziamento della nostra rete di negozi sui principali mercati.
(Nella foto Patrizio Bertelli, titolare di Prada).
Estratto da Borsa&Finanza del 28/10/06 a cura di Pambianconews


