
Parla di sicuro successo Pitti Immagine, che organizza i tre saloni sperimentali delle collezioni donna, White, neoZone, Cloudnine: 301 espositori, quasi 8 mila visitatori con una crescita del 4,5% rispetto all'edizione dello scorso febbraio. I risultati sono buoni, ma si pensava che l'arrivo in città di Pitti Immagine dovesse cambiare i rapporti di forza. E invece, l'organizzazione non esce dalla sua riserva di via Tortona, e cura i suoi saloni, in silenzio. «Questo siamo stati chiamati a fare, dice Raffaello Napoleone (nella foto), amministratore delegato di Pitti Immagine. È stato Sistema moda Italia, la grande organizzazione del tessile-abbigliamento, a chiederci di prendere in carico le attività fieristiche che precedentemente gestivano. Formalmente, abbiamo cominciato il lavoro a gennaio di quest'anno e per ottenere un risultato interessante di anni ne servono almeno tre, come ci ha insegnato la nostra esperienza di organizzatori di fiere».
Ma potrebbe essere proprio la prudenza, la discrezione con cui si muovono a rallentare la penetrazione e l'influenza di Pitti in un sistema rigido, ingessato come quello milanese. «Ci comportiamo con cautela anche a Firenze, della quale abbiamo tutte le chiavi possibili, osserva Napoleone. Figuriamoci qui, dove non bastano i passi felpati per evitare i trabocchetti».
Giusto per fare un esempio, mesi fa Pitti Immagine avanzò la richiesta per accedere alla qualifica di «Fiera internazionale», avendo raggiunto tutti i numeri e le percentuali del caso, svolgendosi però un ovvio criterio di concentrazione nel periodo delle altre manifestazioni della moda: Mipel, Milanovendemoda e Milanomoda Donna.
Convocati tutti i protagonisti, dalla lettera di notifica del 23 maggio scorso si apprende che Pitti è stato lasciato solo a difendere le proprie ragioni, avendo tutti gli altri espresso parere contrario
alla sua presenza, mentre la Camera della moda ha risposto: «Noi non facciamo fiere». Così, niente inserimento dei tre saloni nel calendario fieristico lombardo e niente definizione di «internazionale», con gli svantaggi che comporta.
Estratto da CorrierEconomia del 23/10/06 a cura di Pambianconews


