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Il made in Italy riparte da Mosca

Di pbadm
27 Set 2006

Finalmente il fatturato dell'industria italiana della moda ha ricominciato a crescere e le previsioni indicano un aumento non inferiore al 3% nel 2006. Non è cosa da poco, visto che dal 2001 al 2005 il fatturato era sempre calato: una sequenza negativa così non si era mai verificata negli ultimi 25 anni. Ma nonostante l'ottimismo qualche elemento di preoccupazione resta. Il punto debole è soprattutto uno: l'Italia è ancora troppo eurocentrica.


Da una ricerca di Hermes lab emerge che il 50% dell'export italiano di tessile, abbigliamento, pelle, pelletteria e calzature nel 2005 era diretto nei 25 Paesi Ue. Una parte consistente della ripresa, sostiene lo studio, è dovuta alla fine del calo dei mercati tradizionali europei, e in questo ha pesato molto la ripresa economica della Germania.


I mercati esteri sono tornati a essere il motore della ripresa del 2006: +4% rispetto al primo semestre 2005, in linea con i trend degli anni '90. In sei mesi sono stati recuperati 700 milioni di euro di fatturato estero: se il secondo semestre confermasse questo andamento a fine anno si potrebbe recuperare tutto quello che è andato perso negli ultimi cinque anni. A dare la spinta più forte sono i Paesi nuovi membri della Ue, cresciuti del 14% nel primo semestre, e gli altri Paesi europei emergenti, Russia in primo piano, con un aumento dell'11%. Molto negativo, invece, il risultato del Nordamerica (-5%).


Estratto da Il Sole 24 Ore del 27/09/06 a cura di Pambianconews

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