«Se riusciamo a crescere e a essere competitivi sui mercati è grazie agli investimenti che facciamo per valorizzare il capitale umano». Ferruccio Ferragamo ha sotto mano i dati della semestrale: quest'anno è stata più che positiva, con un trend di crescita rispetto al 2005 del 12%. Ma non solo: tra rifacimenti e nuove aperture, il 20o6 coinvolgerà 30 negozi. E sei mesi prima delle Olimpiadi del 2008, a Pechino sarà inaugurato un flagship store a marchio Ferragamo. «Per noi la Cina non è un rischio, ma un importante occasione di business», dice Ferragamo, ancora per qualche settimana amministratore delegato del gruppo: tra poco cederà il comando a Michele Norsa, per assumere la carica di presidente. L'imprenditore è a Cernobbio, al Workshop Ambrosetti, ha ascoltato in presa diretta le parole del presidente di Borsa Italiana, Angelo Tantazzi, quando ha spiegato che gli investimenti in formazione e capitale umano hanno un effetto positivo doppio rispetto a quelli in capitale fisso in termini di produttività.
Un richiamo che si sente spesso, ma è seguito a sufficienza dalle imprese?
Forse non ci si crede abbastanza. Si preferisce investire sul brand o su altri fattori. Mettere risorse sul capitale umano, cioè sui dipendenti che oggi ci sono e magari domani se ne posso andare, a volte può sembrare poco concreto. Ma è un errore.
La sua esperienza indica l'opposto: quali scelte ha fatto in azienda?
Facciamo formazione a tutti i livelli, dalla manodopera ai punti vendita. Noi che siamo nella fascia alta del mercato dobbiamo offrire il massimo nel prodotto, nella distribuzione, nel contatto con il cliente. Oggi molte aziende puntano sul retail: è un'attività difficile, dove non si finisce mai di imparare. Per farlo bene occorre evolversi in continuazione e formare con lo stesso impegno il retail manager e la commessa deve aiutare il cliente a non sbagliare la scelta, altrimenti la vendita si trasforma in un boomerang. La formazione, quindi, non è un investimento optional, ma è obbligatoria ed è una componente importantissima del successo di un'impresa. E non è facile, quando sei globale: bisogna fare formazione di base, formazione mirata sui diversi mercati, realizzare il training a distanza.
Estratto da Il Sole 24 Ore del 2/09/06 a cura di Pambianconews


