Ora che Andrea Donà dalle Rose si è ricomprato un pezzo della storica azienda di famiglia, qualcuno torna a fare due conti su Linificio e Canapificio Nazionale. L'azienda, che ha quasi completato il suo processo di ristrutturazione sembra infatti destinata a lasciare Piazza Affari come è già successo lo scorso anno alle Industrie Zignago. Sciolti i patti di sindacato che regolavano i rapporti tra i vari rami delle famiglie venete, l'azionariato di Linificio è spaccato in due: da una parte Marzotto con il 33,44% del capitale e dall'altra Zignago con il 34,36%. Adesso che sul fronte del gruppo tessile sono stati ridisegnati gli assetti azionari, definire la questione di Linificio diventa una tappa obbligata.
Per prima cosa mantenere quest'attività quotata ha ormai poco senso; in secondo luogo l'attività del lino è sinergica e complementare a quella delle lane. Il titolo ha un flottante ridotto, opera in un business di nicchia che non presenta sinergie con quello del gruppo di Portogruaro e ha una capitalizzazione di soli 82 milioni.
Estratto da Finanza&Mercati del 6/07/06 a cura di Pambianconews


