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Tolchok, il bazar dei ladri

Di pbadm
13 Giu 2006

“Tolchok” (la calca), è questo il nome del più grande mercato europeo di prodotti contraffatti. Si trova al Settimo chilometro di Odessa il “campo delle meraviglie” dove si possono trovare le più prestigiose griffe internazionali (Armani, Dior, Tommy Hilfiger, Dolce&Gabbana), false, a prezzi da saldo.


I commercianti sono sistemati all'interno di container in disuso, su una superifie che occupa ben 80 ettari per 16mila “botteghe”. In questo porto franco, dove la merce di contrabbando arriva dalla Cina o dalla Turchia, esistono solo due regole: per chi vende, pagare l'affitto ai propietari dell'immenso bazar; per chi compra, non fare troppe domande sulla provenienza della merce.


I prodotti vengono spacciati per originali con false targhette, ma dalla qualità dei tessuti e delle rifiniture ci si accorge dell'inganno. C'è addirittura chi vende griffe inventate spacciandole per esistenti e rinomate.


Enorme l'affluenza quotidiana verso il mercato, le cifre si aggirano attorno alle 200mila persone che giungono perloppiù da tutta l'Ucraina.


Tutto ebbe inizio nel 1989 quando le autorità sovietiche deportarono un pezzo del mercato dal porto di Odessa fuori città, sperando di soffocarlo. Confinati a sette chilometri sulla strada per l'aeroporto: e da lì “la calca” ha preso il nome ufficiale. Liberato, in seguito, dagli spazi angusti del porto, il mercato si è inventato una seconda giovinezza, sui terreni del miliardario Viktor Dobriansky e di altri tre soci che garantiscono la sopravvivenza del Settimo chilometro versando una decina di milioni di dollari l'anno in tasse alle autorità. Fino ad oggi tanto è bastato.


Estratto da La Stampa del 11/06/06 a cura di Pambianconews


 

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