Un manipolo di coraggiosi. Gli undici imprenditori del consorzio Milano42, in Cina ci sono andati non per spostare la produzione. Ma per esportare l'italian style. E da buoni brianzoli hanno preferito dimostrare quanto valgono, sul campo. Hanno costruito una casa su due piani, alla fiera permanente di Shanghai. Dai pavimenti ai soffitti. L'hanno arredata con mobili pregiati, lampadari di cristallo, boiserie, stipiti di marmo, tessuti ricercati, vasche e lavandini in pietre semipreziose. Una casa da sogno, all'italiana. Hanno vinto la diffidenza dei cinesi e la loro scommessa personale. Nel portafoglio-clienti sono entrati dieci multimiliardari.
«Tutte persone che a Shanghai e dintorni possiedono dalle 100 alle 150 ville, spiega Enzo Asnaghi, direttore del consorzio nato nel marzo scorso, ognuna di almeno 3.000 metri quadrati. Ognuna del valore di tre o quattro milioni di euro». Adesso sono vuote. Il consorzio le riconsegnerà ai proprietari arredate e pronte da vivere. Progetti «chiavi in mano» per i nuovi tycoon del rampantismo cinese, quelli che non vogliono sentir parlare di «copie». Quelli che possono permettersi di spendere dai 600 mila euro in su. Multimilionari in vena di togliersi qualche sfizio: un lampadario di cristallo da 16 mila euro o una vasca in malachite da 75 mila. O, ancora, i tessuti artigianali della Rubelli, che ha «vestito» il teatro la Fenice e la Scala.
Le aziende del consorzio sono già affermate sul mercato internazionale: Armando Rho; Oak; Colombo Mobili; Baldi; Cg Cappelletti; Medea; Belloni; Zanaboni; La Murrina; Rubelli; Barj-Buzzoni. Tutte «made in Brianza», ad eccezione di Baldi Bronzi di Firenze, Rubelli di Venezia e Barj-Buzzoni di Parma.
Estratto da Corriere della Sera del 5/10/05 a cura di Pambianconews


