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La scarpa francese affondata dal lusso

Di pbadm
26 Ago 2005

Se il “grande” lusso, quello per intenderci delle holding internazionali come Lvmh, Ppr, va piuttosto bene, il lusso cosiddetto “minore” accusa dei grossi problemi. Tanto in Italia, quanto in Francia. È il caso, ad esempio, del settore calzaturiero transalpino.


La capitale della scarpa di alta gamma, Romans-sur-Isère, ha infatti incassato nelle ultime settimane due importanti colpi bassi: la liquidazione della società Stephane Kélian e l'ammissione all'amministrazione controllata del gruppo, Charles Jourdan.


Una crisi annunciata se si considera che in Francia la produzione calzaturiera è passata dalle 100mila unità del 2000, alle attuali 50mila. Contrariamente però a quanto si possa credere, non sono stati i cinesi a “scalzare” la scarpa francese di alta gamma, quanto piuttosto dei costi di produzione troppo elevati rispetto ai concorrenti europei, ma sopratutto l'arrivo sul mercato calzaturiero dei “grandi” del lusso. Che si sono messi in proprio, hanno fatto pesare la forza dei loro marchi, del loro marketing e delle loro risorse finanziarie.


Estratto da Il Sole 24 Ore del 26/08/05 a cura di Pambianconews

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