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Moda, la ribellione degli stilisti

Di pbadm
27 Mag 2005

«Krizia ha ragione. Questa città non valorizza la moda, non si rende conto di avere un tesoro che potrebbe meglio sfruttare». La scelta di Mariuccia Mandelli, in arte Krizia, di lasciare Milano per andare a Firenze a presentare la sua collezione uomo, ha sollevato un grosso dibattito nel mondo della moda.  Santo Versace è uno dei primi ad ammettere che «Milano non è città che mostra gratitudine verso gli stilisti».


Nel merito entra invece la Camera della moda, chiamata in causa da Krizia per i calendari massacranti e caotici. «In un momento di difficoltà del mercato, ci sono aziende che soffrono, si legge in un comunicato diffuso dalla Camera, e non a caso le sfilate sono in calo. Da 54 della scorsa edizione sono diventate 48, sei in meno».


E sulla selezione Dolce e Gabbana hanno le idee chiare: «Via i marchi industriali e gli eterni emergenti. Una volta fatta questa scrematura restano i veri stilisti e i giovani che possono sfilare insieme ai grandi e avere la chance di affermarsi». Come dire, i grandi possono fare da traino ai piccoli, evitando calendari “mostruosamente lunghi”. La moda maschile va in scena a Milano a partire dal 26 giugno e prosegue fino al 30. Cinque giorni con una media di 10 passerelle al giorno.


Estratto da La Repubblica del 27/05/05 a cura di Pambianconews

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