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Armani, il 2005 parte in crescita. E in Cina è boom

Di pbadm
27 Mag 2005

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Ricavi in aumento ma profitti in flessione per il gruppo Armani. Il 2004 si è chiuso con 1,299 milioni di fatturato, in salita del 3,5% sul 2003 e tornato quasi al livello del 2002. L'utile netto è stato di 126 milioni, in calo del 5% rispetto ai 133 milioni dell'anno scorso. In leggera diminuzione è anche il margine operativo lordo, pari a 238 milioni, a causa di un aumento degli investimenti pubblicitari (+8 milioni), soprattutto a sostegno degli accessori e del marchio Armani Casa.


E' proprio «la crescita significativa» realizzata da accessori e mobili ad aver «particolarmente soddisfatto» Giorgio Armani, che dopo aver «investito molto» su questi segmenti di business negli ultimi 5 anni, oggi li indica come «uno dei motori principali dello sviluppo del gruppo nei prossimi anni». A differenza di altre griffe, la maggioranza delle vendite di Armani dipende ancora dall'abbigliamento (53%).


Quanto al 2005, dal primo trimestre arrivano «indicazioni incoraggianti e molto positive», sostiene lo stilista. Le vendite nei negozi di proprietà hanno registrato una crescita del 16% rispetto allo stesso periodo 2004, con un boom in Cina (52%) e Giappone (+15%). Va bene anche il portafoglio ordini per l'autunno, in particolare per scarpe e borse (+22%), orologi e gioielli (+24%) e la casa (+17%).


Estratto da Corriere della Sera del 27/05/05 a cura di Pambianconews

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