Versace senza la gestione Versace. È la decisione forzata di Allegra Beck per la rinascita della Medusa. Decidendo di volare a New York per studiare recitazione, anziché restare a Milano a gestire gli affari di famiglia, la 18enne ereditiera, in possesso del 50% delle azioni che furono dello zio Gianni, ha impresso, volontariamente o no, una svolta storica nella maison milanese: fuori i Versace, dentro i manager. Obiettivo dichiarato: rimettere in sesto i conti di un gruppo che ha rischiato a più riprese il default.
Fatte le dovute proporzioni, la spada di Damocle dell'indebitamento pende anche su Versace: 117 milioni di euro quello netto nel 2003. Tanto da aver indotto Giancarlo Di Risio, ex Fendi (gruppo Lvmh), amministratore delegato della Medusa, ad adottare una vera e propria terapia d'urto, che fa piazza pulita di tutto ciò che era la vecchia maison.
Con la «cura Di Risio», entro il 2005 l'indebitamento dovrebbe scendere sotto i 40 milioni e attestarsi su livelli fisiologici. Tagli ai costi di gestione sono previsti, infine, dalla razionalizzazione dell'offerta e del portafoglio marchi Versace e dal riposizionamento delle singole boutique. A occuparsene è la squadra manageriale creata da Di Risio. L'ultimo acquisto è Ivano Tedeschi, ex Ferragamo, che guiderà la divisione industriale.

Estratto da Economy del 4/02/05 a cura di Pambianconews


