É un ritorno all'antico quello di Sutor Mantellassi. Il piano di rilancio dell'azienda fiorentina, fondata nel 1912 e specializzata nelle calzature di alta gamma interamente lavorate a mano nello storico stabilimento di Castel San Pietro in provincia di Bologna, punta a riposizionare il marchio nel segmento alto del mercato, abbandonando la strada imboccata negli ultimi anni che avrebbe dovuto portare a un progressivo allargamento della clientela e a un forte incremento dei volumi. Obiettivi sostanzialmente falliti.
La nuova strategia, elaborata così come la riorganizzazione finanziaria e la ristrututrazione del debito da VP Finance di Isidoro Lucciola (gruppo Value Partners), prevede tre scelte: un ridimensionamento dello stabilimento di Nocera Inferiore acquisito negli anni scorsi, la cui potenzialità è di 100mila paia di scarpe contro le 50mila prodotte nel 2003, che quest'anno si ridurranno a 30mila; la rifocalizzazione sul segmento top del settore calzaturiero (quasi tutto fatto a mano e in buona parte su misura), con la conseguente uscita dai quattro outlet dove oggi Mantellassi è presente (Cervia, Serravalle, Fiano e Fidenza), il riposizionamento dei tre negozi diretti (Firenze, Bologna e Milano) e l'apertura di Roma; il varo di una politica di prezzi in linea con questa svolta.
L'azienda, che ha come socio di riferimento Luca Mantellassi ed è guidata dall'amministratore delegato Massimo Baratta, ha chiuso il 2003 con 7,5 milioni di ricavi e 0,7 milioni di margine operativo lordo. Il fatturato 2004 si attesterà invece intorno ai 5,5 milioni per poi toccare quota 11 milioni nel 2006, quando la società sarà a regime, produrrà 63mila paia di scarpe e potrà contare su un mol superiore al 25% in linea con quello dei migliori concorrenti.
Estratto da Il Sole 24 Ore del 28/12/04 a cura di Pambianconews


