Nel 2004 i turisti cinesi in Italia sono stati 107 mila, attirati soprattutto dallo shopping di alta gamma nelle città della moda e del lusso. Nel quadrilatero milanese, in via Condotti a Roma come in via Tornabuoni a Firenze, vetrine blasonate del made in Italy, i cinesi hanno speso oltre 16 milioni di euro in acquisti tax free, prediligendo l'abbigliamento per il 47% con una spesa pari a 7,5 milioni di euro, seguito dalla pelletteria (34%, pari a 5,3 milioni di euro), dalle calzature (9%, 1,5 milioni di euro).
Tra le curiosità rivelate dall'indagine di Global refund emergono alcuni atteggiamenti tabù come quello di non amare oggetti toccati da altri, né fatti in serie. I cinesi, insomma, chiedono l'esclusività di pezzi rari, se non unici, e confezioni su misura. Nei prezzi in vetrina, inoltre, non deve mai comparire il numero 4 il cui ideogramma assomiglia molto a quello che rappresenta la parola “morte”, e neanche il 250, che in cinese è simile al termine “idiota”. Riscuotono gradimento, invece, i numeri 6 che significa “fortuna”, 8 che significa “ricchezza” e 9 che vuol dire “durata”.
Global refund nel 2003 ha concluso, in tutto il mondo, quasi 10 milioni di transazioni con una media di 22 mila rimborsi giornalieri, pari ad un valore di acquisti tax free di oltre 3,6 miliardi di euro. È presente in 37 paesi in Europa, Asia e America con 225 mila affiliati e più di 700 punti di rimborso. In Italia Global refund ha una quota di mercato dell'80% e nel 2003 ha totalizzato 1,1 milione di transazioni, per acquisti tax free pari a circa 85 milioni di euro.
Estratto da Milano Finanza del 30/12/04 a cura di Pambianconews


