Nel centro di Mumbay (Bombay), da un paio di mesi un grande manifesto di Canali segnala che questa importante firma italiana dell'abbigliamento maschile è arrivata finalmente in India. Per informazioni, rivolgersi allo show room allestito al Taj Mahal Palace and Tower Hotel. Mentre la Ermenegildo Zegna, forte dell'esperienza in un nuovo mercato come la Cina, dove ha costruito una rete di 45 negozi, con un importante socio locale ha dato vita a una società che si chiama Modi Enterprise e che per il momento ha aperto due boutique: una a New Delhi all'interno di un albergo, com'è l'abitudine più consolidata, l'altra a Mumbai, molto ampia e su strada, segno di un perfetto inserimento in città.
Spiega Paolo Zegna, co-amministratore delegato del gruppo e responsabile dell'espansione in Asia: «Vogliamo procedere come abbiamo già fatto in Cina: entrare subito per approfondire la conoscenza del Paese, seguire in prima persona i cambiamenti, radicarci senza essere invadenti. Restare in India, oggi, è un investimento per il futuro e costa sacrifici perché i tassi doganali sono alti. Ma sono convinto che passo dopo passo molti problemi si risolveranno. Direi che l'India attuale mi ricorda la Cina di dodici anni fa: nessuno può prevedere quanti cambiamenti avverranno e a quale velocità».
Basta pensare che è l'industria dei servizi a contribuire al 50% alla ricchezza nazionale, mentre il settore rurale e agricolo ne produce il 23%, dando però ancora lavoro ai due terzi della popolazione. Ma si calcola che già oggi gli abitanti in grado di acquistare beni di lusso a prezzi elevati siano almeno 70-80 milioni. Una cifra che spiega l'interesse della Louis Vuitton, che con il suo distributore Lv Trading sta aprendo a Mumbai, al Taj Mahal Palace and Tower Hotel, il suo secondo negozio in India, dopo quello inaugurato nel marzo del 2003 a New Dehli. Come dice Yves Carcelle, chairman e ceo della maison: «Anche qui vogliamo essere pionieri e leader. Siamo stati i primi in Giappone, Corea del Sud, Cina… Adesso in India, con cui abbiamo rapporti storici perché i Maharajah sono stati tra i più fedeli clienti della commandes spéciales».
Estratto da CorrierEconomia del 15/11/04 a cura di Pambianconews


