Finisce sul mercato la griffe Emanuel Ungaro, la fashion house di Parigi fondata dallo stilista d'origine italiana nel 1965. Dopo otto anni di gestione, con consistenti sforzi finanziari che però non hanno prodotto i risultati sperati, la famiglia Ferragamo ha deciso di cedere il controllo della maison di avenue Montaigne.
La decisione della famiglia fiorentina, che aveva comprato Ungaro nel 1996 (confermando l'ex proprietario alla direzione creativa, con Giambattista Valli capo dello stile) arriva dopo almeno tre anni di iniezioni di fondi. A fine 2002 la Ferragamo finanziaria aveva ricapitalizzato la Italfrance moda del Lussemburgo (controllante diretta di Ungaro) con i mezzi necessari a coprire il passivo di 29,5 milioni maturato a tutto il 2001. A sua volta Italfrance aveva immesso 18,3 milioni nella maison francese.
Da qui la scelta di rinunciare alla griffe e concentrare l'impegno sulla Salvatore Ferragamo Italia, il cuore del gruppo di pelletteria che nel 2003 ha risentito della stasi del mercato e del cambio col dollaro (26% dei 509 milioni di ricavi viene realizzato negli Usa). Tanto che I'ebit è andato per la prima volta in rosso (-7,6 milioni). L'utile netto, peraltro sceso a 17,7 milioni, ha però beneficiato di importanti profitti da operazione di copertura cambi su dollaro e yen.

Estratto da Il Mondo del 22/10/04 a cura di Pambianconews


