E' una delle poche aziende familiari rimaste in Italia conosciute in tutto il mondo del lusso. Corneliani, con sede a Mantova e una produzione completamente nostrana, dagli anni 30 produce abiti maschili di alto livello. E adesso ha nel cassetto una serie di progetti che dovrebbero, oltre che incidere sul fatturato, anche farne crescere l'immagine internazionale e le vendite all'estero. Tra le novità c'è la Cina, dove recentemente con un partner locale è stato aperto uno stabilimento che produrrà un nuovo marchio, Art Life.
«Si tratta spiega Maurizio Corneliani, direttore commerciale del gruppo di una linea che verrà distribuita localmente, almeno per il momento, e non intendiamo usare la fabbrica cinese per produrre linee Corneliani». Operazioni che hanno già fatto altri marchi della moda italiana maschile come Ermenegildo Zegna. Intanto però, sempre in Cina nella località turistica Hangzhou, vicina a Shanghai è prossima l'apertura di un negozio monomarca. «Il fatto di aprire flagship store spiega Maurizio Corneliani, terza generazione della famiglia mantovana ha una forte valenza d'immagine. In Italia, che è il nostro principale mercato seguito dagli Stati Uniti, abbiamo negozi a Milano e Firenze e nel futuro cercheremo altre location».
Quest'anno sono anche state inaugurate le boutique di Dubai e Mosca. Il fatturato consolidato dell'azienda che punta principalmente sulla qualità del prodotto è rimasto stabile intorno ai 110 milioni di euro tra il 2002 e il 2003: «A causa principalmente del forte indebolimento del dollaro», mentre per quest'anno la previsione è di chiudere con 115 milioni. In totale l'azienda ha 918 dipendenti, produce 400.000 capi spalla all'anno, 300.000 pantaloni e 350.000 accessori, tra camice, cravatte, maglie e scarpe.
Estratto da Affari & Finanza del 20/09/04 a cura di Pambianconews


