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Ideabiella: il tessile italiano di fascia alta guarda ad Est

Di pbadm
14 Set 2004

Si svolge dal 15 al 17 settembre il tradizionale appuntamento stagionale a Villa Erba (Cernobbio) di Ideabiella, la manifestazione più rappresentativa del tessile italiano di fascia alta giunta alla sua 52ª edizione.


Assieme ai circa 1.000 buyer e responsabili degli uffici stili delle maison di moda provenienti da oltre 30 Paesi, che hanno già confermato il loro arrivo, saranno presenti, grazie al sostegno di Ice e della Camera di Commercio di Biella, anche 31 Aziende confezioniste provenienti da 11 paesi dell'Est Europa (tra cui Slovacchia, Polonia, Bielorussia, Ucraina e Paesi Baltici).


In occasione del precedente appuntamento (Marzo 2004) erano stati resi noti i risultati del 2003 raccolti tra le aziende espositrici del comparto laniero (il fatturato era diminuito del 6,58% attestandosi su 1.652 milioni di euro) e di quello riguardante la lavorazione di cotone, lino e seta (il fatturato, pari a 174 milioni di euro, era invece cresciuto di circa un punto percentuale). Il tessile made in Italy, peraltro, nell'export internazionale è risultato nel 2003 secondo solo alla Cina e ha inciso per circa 1/3 sul volume di affari del tessile comunitario.


Nel corso della 51ª edizione di Ideabiella, il ritorno dei buyer giappponesi a il consolidamento della presenza di americani e canadesi era stato valutato come un positivo segnale di inversione di tendenza, successivamente confermato dal miglioramento delle vendite nei negozi delle collezioni estive sui mercati più importanti (tra cui USA, Giappone, Far East e Russia). Ciò ha cominciato a tradursi in un rafforzamento delle aspettative sugli ordini a monte. I lanifici presenti ad Ideabiella, in particolare, rilevano, in larga maggioranza, aumenti negli ordini in questo periodo rispetto al 2003, imputabili principalmente alla ripresa dell'export.


“I dati congiunturali e previsionali – ha dichiarato Paolo Zegna, Presidente di Ideabiella – sembrano confermare le aspettative, seppur timide, di ripresa formulate all'inizio dell'anno. I segnali positivi non ci devono, però, far abbassare la guardia e dimenticare le criticità che caratterizzano il settore tessile. Un settore che, a fronte del mutato quadro competitivo internazionale, non può rinviare a lungo il ripensamento delle proprie strategie industriali, commerciali e promozionali. L'eccessiva frammentazione del settore sollecita una maggior integrazione della filiera, al fine di sostenere i costi di investimento necessari per competere sui segmenti a maggior valore aggiunto. Nel rispetto delle diverse autonomie imprenditoriali, vanno ricercati e perseguiti accordi, alleanze ed integrazioni. Occorre, contemporaneamente, realizzare presto e bene la Fiera Unica del tessile in Italia, soprattutto a sostegno dell'immagine del settore sui mercati internazionali. Il coordinamento dei calendari e dei momenti espositivi dell'industria tessile nazionale, al riguardo, sono delle risposte inderogabili per lo sviluppo del settore. La diffusa consapevolezza, tra gli imprenditori tessili e i responsabili delle manifestazioni fieristiche, dell'importanza di questi obiettivi ci porta a guardare al futuro con forte senso di responsabilità, ma anche con  una certa qual carica rinnovata di ottimismo ".

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