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Gucci: la pelletteria spinge i ricavi

Di pbadm
03 Set 2004

«Quello che ho visto, mi piace». È con queste parole che Robert Polet, neodirettore generale del gruppo Gucci, ha fatto il suo esordio ufficiale ieri a Parigi davanti ad analisti e giornalisti in occasione della presentazione dei dati semestrali della casa madre Ppr (Pinault Printemps-Redoute). Appena 60 giorni di lavoro alle spalle, passati in giro per il mondo per visitare 12 Paesi, 163 negozi (pari al 40% del totale), ma anche 100 negozi dei concorrenti e incontrare 2.500 collaboratori. «Tutti, secondo Polet, entusiasti di lavorare per Gucci».


Non a caso ieri Polet ha detto che Gucci è forte, ben posizionata sul mercato, con prodotti esclusivi nel design, nella qualità e nella distribuzione. «Mi sono reso conto ha aggiunto, che avere una buona o una cattiva forza vendita in un negozio fa la differenza. In un caso fa aumentare il fatturato del 15%, nell'altro lo fa diminuire del 15» .


In attesa di conoscere il piano triennale di sviluppo che verrà presentato a metà del prossimo dicembre, il neodirettore generale ha comunque già individuato almeno 3 atout importanti su cui fondare la crescita: dei brand eccezionali in quanto a statuto ed esclusività; dei talenti rimarchevoli in quanto a professionalità e diversità di culture; infine una cultura imprenditoriale forte e che ha permesse di mettere a punto una nuova organizzazione manageriale che prevede la creazione di equipe multifunzionali, dirette dai presidenti delle diverse marche, dotati di una larga autonomia, ma nello stesso tempo interdipendenti tra di loro.


Estratto da Il Sole 24 Ore del 3/09/04 a cura di Pambianconews

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