Rossano Soldini vede cauti segnali di ripresa, soprattutto da Germania e Giappone. Ritiene che la ripresa stia arrivando dagli Stati Uniti e che l'Unione europea, e l'Italia, saranno pronte ad agganciarla. Allo stesso tempo, però, l'imprenditore toscano, e presidente dell'Anci (Associazione nazionale calzaturieri), non nega che il settore sia ancora in grave difficoltà.
I dati dell'Istat indicano un calo del 9,7% nell'indice del fatturato di maggio delle industrie di pelli e calzature. La ripresa è ancora lontana?
E' innegabile: il nostro settore non ha ancora superato il periodo di difficoltà. Ma negli ultimi mesi abbiamo visto qualche timido segnale di ripresa, sia come azienda sia come settore dalla Germania, dal Giappone e dagli Stati Uniti, soprattutto per quanto riguarda i prodotti di tendenza. Perché, però, questi segnali si trasformino in ordinativi per le imprese dovranno passare circa sei mesi.
Qual è il motivo principale del calo di ordini e fatturato?
II motivo principale resta la crisi economica internazionale, che dura ormai da due anni. I dati parlano chiaro: il 2003 lo dico da imprenditore e da presidente dell'Anci, è stato decisamente insoddisfacente per il settore calzaturiero, confermando l'andamento sfavorevole che già aveva caratterizzato il 2001 e il 2002. La debolezza della domanda internazionale ha inciso in misura significativa sui volumi produttivi e sulle politiche di prezzo. Nel 2003 in Italia abbiamo prodotto 303,4 milioni di paia, -9,5% rispetto al 2002, per un valore di 7.582 milioni di euro, con una diminuzione del 7,2 per cento. La ripresa però sembra avviata in Usa: da li, come è sempre successo, arriverà in Europa, e in Italia.
Estratto da Il Sole 24 Ore del 20/07/04 a cura di Pambianconews


