In perfetto stile inglese, l'ultimo atto della saga di Marks & Spencer è iniziato con una tazza di té. Lo scorso 7 maggio il noto uomo d'affari Philip Green chiama l'amico Stuart Rose: vuole prendere un té con lui ma alla fine i due si accordano per andare a pranzo insieme la settimana dopo (il 12 maggio). Ma dopo la conversazione del 7 maggio, Rose decide di comprare 100mila azioni di Marks & Spencer al prezzo di 276 pence (ieri il titolo valeva il 30% in più ovvero 359 pence).
Tre giorni dopo, lunedì 10, Rose incontra un altro amico, Michael Spencer, amministratore delegato del broker Icap e uno degli uomini più ricchi della City. I due discutono sulle possibilità che Rose prenda il posto di Luc Vandevelde, allora numero uno di M&S. Così martedì 11 il finanziere Spencer compra 2 milioni di azioni dei grandi magazzini perché è convinto che l'amico Rose verrà promosso alla guida della società. Si arriva al 12 maggio, quando Rose e Green si incontrano a pranzo e l'uomo d'affari confessa al manager di voler lanciare un'Opa su M&S a 370 pence per azione.
Lunedì 31 giugno Rose prende effettivamente il posto di Luc Vandevelde. In apparenza né Rose né Stuart erano a conoscenza di informazioni riservate, ma l'Fsa (la Consob inglese) sta indagando per verificare se esistono gli estremi dell'insider trading. Rose ha già dichiarato di essere pronto a lasciare la guida della società, ma tutto il board è dalla sua parte e rifiuta le dimissioni.
Estratto da Finanza&Mercati del 29/06/04 a cura di Pambianconews


